Sagre paesane se ne riparlerà fra due settimane, tutto fermo

 
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Sagre paesane se ne riparlerà fra due settimane, tutto fermo

Sagre paesane se ne riparlerà fra due settimane, tutto fermo

Le misure di contenimento del coronavirus saranno prorogate con un dpcm al 31 luglio“. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nelle sue comunicazioni in Aula al Senato sulle misure di contenimento per limitare la diffusione del coronavirus. “Al momento- continua Speranza- nessuna decisione è stata assunta sulla proroga dello stato di emergenza, sono profondamente convinto che il parlamento sia pienamente protagonista nel processo decisionale che lo lega al governo”.

Per le sagre in Umbria resta tutto in stand-by e se ne riparlerà fra due settimane, a meno che la Regione non decida di assumere un decreto in autonomia. Palazzo Chigi, insieme al Comitato tecnico-scientifico, sta pensando a come rendere più stringenti i controlli sugli eventi pubblici. l ministro della Sanità, Roberto Speranza spingerebbe per vietare i grandi assembramenti nei luoghi pubblici, ma allo stesso tempo sarebbe propenso a lasciare margine decisionale alle Regioni.

«Palazzo Donini – fa sapere l’assessore regionale umbro allo Sviluppo Economico, Michele Fioroni – prenderà una decisione solo dopo la decisione del Governo».

“Non possiamo abbassare la guardia – ribadisce il ministro- In quaranta giorni nel mondo il numero dei contagiati è raddoppiato raggiungendo i 13 milioni. Nel mondo il coronavirus ha colpito un cittadino ogni 650 abitanti, è un nemico che non abbiamo ancora sconfitto e continua a mietere vittime”.

Anche in Italia, prosegue il ministro, “il virus, anche se in forma ridotta, continua a circolare. Siamo nella fase di convivenza col virus. Il virus non conosce confini regionali, in Italia non siamo ancora in un porto sicuro”.

“Senza vaccino- ribadisce Speranza- non esiste rischio zero, non dobbiamo sottovalutare il rischio della pandemia. Nessuno dice che non bisogna mettere la mascherina, mantenere la distanza di sicurezza di un metro e lavarsi le mani. Sono tre semplici ed essenziali regole da cui non possiamo derogare

“Oggettivamente- ammette Speranza- c’è un rischio di importare il Covid dagli italiani che rientrano dall’estero o da cittadini stranieri che vengono o transitano in Italia. E’ un rischio che possiamo ridurre sensibilmente, ma mai azzerare del tutto”. Per questo “Resta il divieto di ingresso da 13 paesi extra Ue e controlli più stringenti su porti e aeroporti. Aggiorneremo costantemente questa lista, per gli arrivi da paesi extra europei è confermata la quarantena di 14 giorni”.

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