Spettacolo viaggiante, l’urlo dei giostrai, mobilitazione davanti alla Regione

 
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Spettacolo viaggiante, l’urlo dei giostrai, mobilitazione davanti alla regione

“Ci rendiamo conto che è un momento di difficoltà per la nazione, ma anche per noi che dallo scorso febbraio siamo inoperosi, essendo la nostra un’attività non considerata di primario interesse, pur con una funzione sociale”. E’ quanto dice Vincenzo La Scala, segretario generale del sindacato dello spettacolo viaggiante, Snisv Cisl, che annuncia la mobilitazione di venerdì davanti alla Regione Umbria.

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In piazza Italia a manifestare per la ripresa delle nostre attività. Nei giorni scorsi il sindacato ha scritto una lettera al Ministro per gli affari generali l’Onorevole Mariastella Gelmini chiedendo se fosse possibile riaprire anche lo spettacolo viaggiante. Queste attività sono regolamentate dalle Linee Guida emanate dalla Conferenza Stato Regioni… Questo è stato ampiamente dimostrato già da fine giugno dello scorso anno e a fino a tutto settembre, periodo nel quale alcuni Parco divertimenti hanno potuto aprire e dimostrare la professionalità e l’attenzione verso gli utenti, operando sanificazioni programmate e mantenendo distanze di sicurezza che hanno fatto in modo di non aver avuto alcuna segnalazione di contagio. Vorremmo segnalare che lo spettacolo viaggiante ha tutte le condizioni, là dove i colori della pandemia lo consentiranno, di offrire una possibilità di svago all’aria aperta e senza creare assembramenti, mantenendo una distanza pilotata, con indicazioni e percorsi prestabiliti, che garantiranno la giusta distanza e la giusta sicurezza.

“Come i colleghi di tutta Italia – spiega La Scala – saremo in piazza Italia a manifestare per la ripresa delle nostre attività. Lo facciamo perché pensiamo che oggi un sorriso sulle labbra dei bimbi o di una famiglia sarebbe molto importante senza compromettere la salute pubblica. Vorremmo poter tornare alle nostre attività per dare un segnale di ripresa e per dare un’immagine di vita, rispetto ad un paese che si sta spegnendo e ingrigendo. Chiediamo inoltre la possibilità di ripartire senza dover affrontare le spese minime, pertanto sollecitiamo i Comuni umbri a prendere in considerazione la nostra proposta. Anche perché lo Stato è stato molto restio a concedere ristori per il nostro settore”.

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