Protesta lavoratori forensi: appello per giustizia nel lavoro precario

Protesta lavoratori forensi: appello per giustizia nel lavoro precario

Protesta lavoratori forensi: appello per giustizia nel lavoro precario

Protesta lavoratori forensi – I fonici, trascrittori e stenotipisti impegnati nei servizi di documentazione degli atti processuali presso il Ministero della Giustizia hanno unito le loro voci in una protesta davanti al Tribunale di Perugia. Circa 1500 lavoratori, di cui una decina in Umbria, hanno espresso il loro malcontento riguardo alle condizioni di lavoro precarie che persistono da anni, nonostante la delicata natura del loro servizio, vitale per le vicende giudiziarie delle persone coinvolte in processi di vario genere.

Fonici, trascrittori e stenotipisti davanti al Tribunale di Perugia: il grido sindacale per l’internalizzazione e il fine degli appalti

Il 27 febbraio, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno organizzato un volantinaggio con presidio per dare voce alle preoccupazioni di questi lavoratori. Avvocati e magistrati si sono uniti alla manifestazione, esprimendo solidarietà verso la causa.

Una lavoratrice, Cristina Boccioli, presente al presidio, ha condiviso la sua esperienza di lavoro instabile nel sistema giustizia dal 1996. Ha descritto la sua quotidiana incertezza riguardo agli orari, entrando alle 9:00 e senza conoscere l’orario di conclusione. Ha lavorato con vari tipi di contratti, dall’occasionale al progetto, da contratti specifici a contratti del multiservizi. Il denominatore comune è stato la costante precarietà delle condizioni lavorative.

I rappresentanti sindacali, Vasco Cajarelli (Filcams Cgil), Francesco Bartocci (Fisascat Cisl) e Giulia Valentini Albanelli (Uiltrasporti), hanno sottolineato la richiesta urgente al Ministero della Giustizia di internalizzare questi lavoratori, esposti a maggiori rischi con la riorganizzazione tecnologica post-legge Cartabia. Nonostante un dialogo in corso con il ministro Nordio, i sindacati avvertono che in assenza di una soluzione positiva, saranno costretti a intraprendere nuove iniziative di mobilitazione dopo lo sciopero di gennaio. La richiesta centrale è porre fine al lavoro precario e garantire giustizia anche nel contesto occupazionale.

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