Infermieri Nursind e Nursing Up: “Situazione non più tollerabile” 🔴📸 VIDEO E FOTO

Infermieri Nursind e Nursing Up: "Situazione non più tollerabile"

Infermieri Nursind e Nursing Up: “Situazione non più tollerabile”

Le gravi criticità organizzative segnalate dai reparti di degenza di Medicina Vascolare, Medicina del Lavoro, Neurologia, Geriatria, MISEM, Medicina Interna A e Gastroenterologia della Azienda Ospedaliera di Perugia. Per questo motivo, come già annunciato Nursind e Nursing Up, i sindacati delle professioni infermieristiche, hanno proclamato prima uno stato di agitazione e venerdì 25 febbraio un presidio sotto l’azienda ospedaliere di Perugia. Sono stati costretti dopo tentativo di conciliazione che non ha avuto esito positivo.

“Il numero di pazienti massimo generalmente possibile da accogliere nelle medicine è di 24, la maggior parte allettati, affetti da comorbilità e che, in molte occasioni, richiedono addirittura un monitoraggio completo, senza avere a disposizione una centralina atta allo scopo; ciò si traduce in un grave rischio per degenti ed operatori sanitari”. A dirlo è Marco Erozzardi, segretario territoriale di NurSind Perugia. “Noi chiedevamo alla direzione generale in presenza del prefetto dei fatti concreti a breve termine. Nella nostra azienda siamo più di 1200 infermieri. Il disagio è importante e si sta manifestando sempre di più anche causato dal covid, ma era una situazione già presente prima. C’è un numero di personale assolutamente non congruo, rispetto al numero dei pazienti che sono chiamati a gestire ogni giorno”.

Gli fa eco Stefano Cecchetti, segretario territoriale di Nursing Up: “Ormai di routine dai 2 ai 5/6 letti vengono aggiunti nei corridoi che a volte richiedono spostamenti notturni, gravando non solo sul lavoro del personale sanitario infermieristico, sprovvisto in quelle ore di figure di supporto, ma anche sul benessere psico-fisico dei degenti. I ricoveri in corridoio che durano per molte ore sino ad alcuni giorni, costringono i pazienti a
soddisfare i loro bisogni primari alla vista di tutti (fortunato chi ha un paravento), ad essere sottoposti a visite routinarie, consulenze e procedure assistenziali in un contesto assolutamente non idoneo che ne mette a rischio la loro dignità, privacy e sicurezza (basti pensare ai presidi elettromedicali collegati con prolunghe e ciabatte o alle bombole di ossigeno senza gli appositi supporti/sostegni che ne evitano la caduta ed il pericolo scoppio). Non ci accontentiamo più delle semplici promesse e parole, ma vogliamo i fatti concreti che risolvono i problemi”.

E per concludere dicono: “Tale situazione non è più tollerabile. La professionalità degli operatori della sanità che prestano servizio in questi contesti va assolutamente tutelata e riportata a livelli minimi di dignità! Le competenze dei professionisti vanno valutate e non svilite ed umiliate come sta accadendo ora!”



Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*