Richieste per igiene ambientale e cooperative sociali
La Fp Cgil dell’Umbria lancia un appello urgente per garantire condizioni di lavoro sicure nei settori dell’igiene ambientale e della cooperazione sociale, colpiti dagli effetti del caldo eccezionale che da giorni interessa la regione e che continuerà nei prossimi mesi. Il sindacato sollecita le aziende a intervenire con misure immediate e concrete per proteggere i lavoratori esposti alle alte temperature, in particolare quelli impegnati in attività all’aperto.
Secondo l’organizzazione, si rende necessaria l’adozione di strategie organizzative e preventive, tra cui l’incremento delle pause durante il turno, la riorganizzazione degli orari di lavoro evitando le fasce più calde della giornata e la fornitura di dispositivi idonei per affrontare le temperature elevate. La richiesta è rivolta anche alle associazioni datoriali dei due comparti, perché si attivino responsabilmente di fronte a un’emergenza climatica che sta diventando strutturale.
I segretari regionali Michele Agnani e Fabrizio Cecchini evidenziano i rischi gravi e reali che le attuali condizioni meteorologiche comportano per chi lavora nei servizi pubblici in appalto o gestiti da partecipate, come lo spazzamento stradale, la manutenzione del verde, la lettura dei contatori, la gestione dei cimiteri e le pulizie civili e industriali. Settori in cui l’esposizione al calore è elevata e in cui, nel caso della cooperazione sociale, almeno un terzo dei lavoratori rientra tra le categorie più vulnerabili dal punto di vista sanitario.
Il sindacato richiama l’attenzione sul rischio da stress termico ambientale, già ampiamente riconosciuto in passato dall’Inail e oggi ulteriormente aggravato dalla crisi climatica in atto. Un rischio che è stato oggetto anche di un recente protocollo d’intesa siglato il 2 luglio tra governo e organizzazioni sindacali nazionali. Tale accordo prevede misure precise per la tutela dei lavoratori esposti, incluse modifiche agli orari di lavoro e l’adozione di buone prassi di prevenzione.
Tra gli strumenti previsti dal protocollo, figurano la disponibilità di acqua potabile e integratori salini, l’uso di indumenti adeguati, il controllo della temperatura percepita e la modulazione delle pause in base alle condizioni fisiche dei singoli operatori. Una parte importante in questo sistema di prevenzione viene affidata ai medici competenti, chiamati a monitorare costantemente le condizioni di salute dei dipendenti esposti.
Fp Cgil Umbria riconosce come positivo l’intervento della Giunta regionale che, con una recente delibera, ha introdotto limitazioni orarie per il lavoro all’aperto nei settori dell’edilizia e del florovivaismo agricolo, prevedendo il blocco delle attività nelle ore più calde. Tuttavia, il sindacato sottolinea l’esigenza di estendere queste disposizioni anche ai comparti dell’igiene ambientale e della cooperazione sociale, seppur con modalità adattate alle specificità di ciascun settore.
Agnani e Cecchini indicano inoltre la necessità di un potenziamento delle attività ispettive da parte degli organi preposti, in particolare l’Ispettorato del lavoro e i servizi di prevenzione delle Usl, affinché venga assicurata la piena applicazione del decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il sindacato ritiene fondamentale un controllo sistematico per accertare il rispetto delle norme e l’effettiva messa in pratica delle tutele previste.
L’ondata di calore in corso, che si prevede durerà per settimane, pone quindi una sfida immediata per le aziende e le istituzioni, chiamate ad agire con urgenza per evitare gravi conseguenze sulla salute dei lavoratori. La Fp Cgil Umbria insiste affinché nessun comparto venga escluso dalle misure di protezione, sottolineando che la sicurezza sul lavoro deve restare una priorità anche durante l’emergenza climatica.

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