Lavoratore della Sangemini scrive in redazione, sono stufo di vedere sempre stesso scenario

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Lavoratore della Sangemini scrive in redazione, sono stufo di vedere sempre stesso scenario

Un lavoratore della Sangemini scrive alla Redazione di UmbriaJournal

Sono un lavoratore della Sangemini stufo di vedere sempre lo stesso scenario che si ripete ogni 5-6 anni con la complicità della politica e del sindacato. Sono circa 20 anni che lavoro in questa fabbrica dove le proprietà che si sono succedute non hanno fatto altro che ripulire e rubare soldi a discapito dei lavoratori.

Certo è, che quest’ultima proprietà peggio di così non poteva fare!

  1. Ha mandato a casa circa trenta persone appena insediata;
  2. ha **** il mercato dell’acqua che prima era del marchio FABIA col proprio marchio NORDA;
  3. ha smantellato un intero reparto di produzione;
  4. ha rovinato, cambiando posizionamento sul mercato, il marchio Sangemini;
  5. ha tolto circa 3500 euro annue dalle tasche dei lavoratori;
  6. ha aperto prima la Cassa integrazione ordinaria;
  7. ha aperto poi la Cassa integrazione straordinaria, circa un anno fa con la scusa di un investimento di 20 milioni di euro spariti non si sa dove!

Tutto questo sotto gli occhi attenti della regione Umbria e dei sindacati.
(Mail firmata)

 
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1 Commento

  1. Buonasera. Sono un lavoratore della Sangemini. Questa mattina c’è stato un video incontro tra le RSU e i preposti dell’azienda. In modo piuttosto arrogante questi “signori” hanno comunicato che non verrà anticipata in busta paga la cassa integrazione. Ora noi lavoratori, già da circa un anno e mezzo facciamo 5 giorni di CIGS a cui adesso si sommano altri 8 giorni di CIGO per covit-19, (CIGO che non sarebbe dovuta, dato che noi imbottigliamo un bene primario come l’acqua). La produzione è al 25% delle nostre capacità produttive, non ci sono materie prime, non ci sono materiali di sicurezza contro il covit-19. Mi chiedo in quali tasche siano finiti i 20 milioni di euro destinati agli investimenti mai avvenuti? Mi chiedo ancora: chi protegge questa proprietà?

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