Cassa integrazione non pagata, artigiani non hanno più soldi per vivere

 
Chiama o scrivi in redazione


Cassa integrazione non pagata, artigiani non hanno più soldi per vivere

“Io non ho preso un euro dal 9 marzo. Come posso avere notizie? Possibile che non ci sia un interlocutore? Sono in preda alla disperazione, vi prego di farmi sapere qualcosa”. Gli artigiani in cassa integrazione sono in preda alla disperazione, non ricevono soldi che gli spettano, stanno aspettando da mesi, da quando è scattato il lockdown a causa del Coronavirus.

“Ho letto che sono in pagamento, le mensilità da aprile in poi. La cosa mi preoccupa”. Scrivono alla nostra redazione gli artigiani che aspettano la cassa integrazione da Fsba o da Ebas, scambiandoci per i due enti, visto che da loro non ricevono risposta.

“Salve buongiorno volevo chiedere riguardo alla cassa integrazione quando arriva”. Un centinaio di commenti provenienti da tutta Italia, sia in calce agli articoli, ma anche in mail, su messenger e su whatapp, telefonate a tutte le ore, molti dei quali pieni di rabbia e desolazione, contenenti insulti rivolti al governo, ai sindacati, ai loro datori di lavoro, a Fsba a Ebas e quindi anche a noi giornalisti visto che ci scambiano per gli enti. Commenti che in parte abbiamo oscurato.

Nel mezzo però c’è qualcuno gentile che ringrazia: “La ringrazio del tempo che mi ha dedicato, sono riuscita a contattare almeno lei. Da 4 mesi non ho preso nulla, mio marito non lavora, mia figlia pure e ha una invalidità del 90%, può immaginare la mia situazione, senza reddito da marzo. Ma la cosa più inumana è che non si riesce a parlare con nessuno, quindi non so nulla, vivo nell’incertezza presente e futura. La dignità e decenza ha lasciato il posto alla vergogna e l’umiliazione. Mi scusi lo sfogo, ma se potesse darmi voce le sarei grata”.

Nel mese di maggio era arrivata una prima comunicazione dagli enti con scritto che era in pagamento la cassa integrazione: “Sono in pagamento gli assegni di cassa integrazione gestiti dall’Fsba (fondo di solidarietà bilaterale per gli artigiani) e dall’Ebas (ente bilaterale dell’artigianato siciliano), a favore di oltre 9300 lavoratori del settore. Le operazioni di cassa hanno avuto inizio il 29 aprile e riguardano quasi il 90% delle richieste, per un totale di somme impegnate pari a più di 4 milioni e mezzo di euro. Le risorse sono state in larga misura già liquidate, permettendo a breve di completare il pagamento di tutte le somme dovute ai lavoratori per il mese di marzo”. Questo pagamento si era poi interrotto perché erano venute a mancare le risorse.

In seguito alle diverse segnalazioni ricevute abbiamo contattato FSBA – Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato e la loro risposta è stata: “A seguito dell’utilizzo delle risorse totali di FSBA, abbiamo provveduto all’erogazione della quasi totalità delle prestazioni relative alla competenza di marzo 2020. Non appena il Ministero, che ci ha assicurato la massima attenzione e tempestività, ci invierà le ulteriori risorse definite nel Decreto Rilancio, saranno gestiti tempestivamente anche i pagamenti relativi alla competenza di aprile 2020”.

“Il mancato trasferimento delle risorse economiche previste dal decreto Rilancio all’Fsba, il fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, non ha consentito di pagare la cassa integrazione a oltre 28 mila lavoratori. Esaurite le risorse disponibili in cassa, Fsba è impossibilitata ad effettuare i versamenti relativi al mese di aprile”. Questo quanto comunicato successivamente nel mese di giugno.

Le risorse sboccate successivamente non sono bastate ancora, tant’è che gli artigiani continuano a scrivere chiedendo info su quando viene pagata la cassa integrazione.

“Scusate io sono in cassa integrazione da marzo con il Fsba e ho ricevuto appunto solo il mese di marzo 700 euro…aprile maggio giugno quando verranno pagati visto che le bollette arrivano, mangiare si mangia…spese auto assicurazione. Se non rientra nulla come faccio andare avanti.. Nel conto mi sono rimasti 340 euro. Questo non è giusto…”

Questo è solo uno dei tanti: “Sto ancora aspettando il pagamento della cassa integrazione di Marzo, Aprile, Maggio, Giugno!! A 53 anni mi devo far prestare i soldi per vivere e mangiare da mia madre di 82 anni! Siamo ridotti peggio dei Mendicanti dopo 34 anni di lavoro nel Tessile!!!!!!”

“Siamo arrivati al 4 Luglio 2020 e non ho percepito niente dal 6 Aprile ad oggi..come si fa non se ne può più incredibile, con un bimbo, mutuo, tasse condominiale, luce, acqua, gas, assicurazione macchina, bollo non né posso più. Poveri noi Italiani, dopo aver pagato sempre contributi e tutto. Vorrei vedere voi politici al nostro posto”.

Il problema c’è e rimane ancora. E’ nazionale e non solo umbro.

1 Commento

  1. Vorrei essere un supereroe per sistemare le cose togliere ai ricchi per dare ai poveri ,far capire ai potenti cosa vuol dire vedere ogni mese il conto sempre più in rosso, utilizzando i risparmi miseri accantonati con tanta fatica,con la consapevolezza che nulla cambierà sia
    Che sia un governo di destra o di sinistra sempre tante promesse ,noi operai sempre più poveri con nessuna vera tutela!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*