Organico ridotto e sede incerta al tribunale di Perugia
La carenza di magistrati e personale amministrativo rischia di rallentare il percorso di riduzione dell’arretrato del Tar Umbria, nonostante risultati definiti complessivamente adeguati sul piano della produttività. È quanto emerge dalla relazione del presidente Pierfrancesco Ungari in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, con un quadro che alterna segnali di efficienza a criticità strutturali ancora aperte.
Arretrato in calo ma pesa la sospensione dei giudizi
Nel 2025 sono stati depositati 559 ricorsi, suddivisi tra 337 ordinari e 222 seriali. Nello stesso periodo ne sono stati definiti 658, di cui 465 ordinari e 193 seriali. Il saldo è positivo. Le pendenze complessive scendono a 1.209 fascicoli, con una riduzione del 5,6 per cento rispetto alla fine del 2024.
Tuttavia il dato va letto alla luce della sospensione “ope legis” di gran parte delle controversie legate alla legge Pinto. Sono infatti 888 i ricorsi pendenti sospesi, pari al 73,4 per cento del totale, in virtù della legge di bilancio 207/2024 che ha bloccato per due anni i giudizi di ottemperanza. Un elemento che incide in modo determinante sull’andamento statistico.
Nuovo filone di contenzioso seriale
Accanto alla coda dei procedimenti ex lege Pinto, prende forma un nuovo fronte seriale: le ottemperanze relative al riconoscimento del bonus “carta del docente” ai supplenti. Il contenzioso si è sviluppato dopo l’orientamento consolidato in sede europea e in Cassazione, unito alle difficoltà del Ministero dell’Istruzione nell’esecuzione delle decisioni del giudice del lavoro.
Si tratta di un flusso che potrebbe assorbire risorse significative anche nel 2026, in assenza di interventi organizzativi o normativi analoghi a quelli adottati per la gestione delle cause Pinto. Il rischio è un impatto diretto sulla capacità dell’ufficio di mantenere gli standard raggiunti.
Organico ridotto e nodo sede
Sul piano organizzativo emergono le maggiori fragilità. Al Tar risultano in servizio sette unità di personale amministrativo a fronte delle undici previste in pianta organica. Il quadro non appare destinato a migliorare nel breve periodo, anche per effetto di ulteriori pensionamenti.
Resta inoltre irrisolta la questione della “duplicità” dell’incarico del segretario generale, condiviso con la sezione staccata di Latina del Tar Lazio. Una soluzione che limita la presenza a tempo pieno della figura apicale amministrativa.
Criticità anche sul versante logistico. La trattativa per il rinnovo della locazione di Palazzo Alfani-Florenzi non ha ancora prodotto un esito definitivo, alimentando incertezza sulla stabilità della sede.
Tempi dei procedimenti e materie più trattate
Nonostante le difficoltà, i tempi di definizione dei ricorsi risultano migliori rispetto alla media dei tribunali amministrativi di primo grado. I procedimenti non sospesi ultrabiennali sono 17, di cui 13 ultratriennali e quattro ultraquinquennali.
Tra le materie più frequenti figurano appalti pubblici, urbanistica ed edilizia, tutela ambientale e paesaggistica, oltre ai provvedimenti di pubblica sicurezza. Ambiti che continuano a generare un contenzioso significativo.
Obiettivi 2026 e impegno straordinario
Per il 2026 sono previste 21 udienze con l’obiettivo di definire nel merito almeno 300 ricorsi. Il mantenimento degli attuali livelli di efficienza, tuttavia, dipenderà dal superamento delle carenze di organico.
I risultati conseguiti finora sono stati possibili grazie a un impegno definito straordinario da parte di magistrati e personale amministrativo, che hanno garantito una risposta di giustizia ritenuta complessivamente adeguata nonostante le criticità strutturali ancora presenti.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle decisioni giuridiche mostra benefici evidenti, ma anche criticità rilevanti. Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, il presidente del Tar Umbria, Pierfrancesco Ungari, ha sottolineato come l’Ai, seppur veloce e comoda, possa produrre effetti negativi nel lavoro dei giudici e degli operatori del diritto.
Ungari ha evidenziato che gli strumenti basati sull’Ai generano non solo vantaggi, come la consultazione rapida di banche dati e orientamenti giurisprudenziali, ma anche errori significativi: citazioni di pronunce inesistenti, argomentazioni incomplete e interpretazioni semplificate che rischiano di guidare le scelte legali senza considerare tutte le sfumature normative.
La semplificazione delle massime giurisprudenziali rappresenta un punto critico. Le sintesi proposte dalle banche dati tendono a privilegiare soluzioni rapide, ma spesso trascurano distinguo fondamentali e riferimenti circostanziati. Questo fenomeno è particolarmente evidente in settori complessi come il bilanciamento tra tutela ambientale e paesaggistica, dove le proposte dell’Ai rischiano di dare prevalenza a un interesse rispetto a un altro, senza considerare gli orientamenti contrapposti.
Il presidente del Tar Umbria ha sottolineato che sintetizzare la complessità normativa è comodo e veloce, ma poco utile quando si richiede un’interpretazione razionale in grado di superare lacune e antinomie. L’affidamento esclusivo all’Ai può produrre decisioni standardizzate, riducendo la capacità dei giudici di valutare i casi concreti in modo approfondito.
L’intelligenza artificiale resta dunque uno strumento potente, in grado di supportare la giustizia amministrativa, ma la sua applicazione richiede consapevolezza critica e supervisione umana costante. Solo così si può garantire che la velocità e la praticità non compromettano la qualità e la correttezza delle decisioni legali a Perugia e in tutta l’Umbria.

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