Eolico a Orvieto: Regione Umbria replica e avvia la linea dura
PERUGIA, 13 gennaio 2026 – Il braccio di ferro legale e politico sul futuro energetico dell’area orvietana si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo. L’Avvocatura regionale dell’Umbria ha rotto il silenzio per replicare colpo su colpo alle pesanti contestazioni sollevate da Roberta Tardani, prima cittadina di Orvieto, in merito alla presunta assenza dell’ente nel contenzioso contro l’impianto eolico denominato Progetto Phobos. Le autorità regionali non solo respingono l’idea di un disinteresse, ma rivendicano una strategia difensiva già attiva e strutturata ben prima degli ultimi sviluppi giudiziari., come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria.
Secondo quanto precisato dagli uffici legali di Palazzo Donini, la Giunta ha formalizzato la propria opposizione al ricorso presentato da RWE Renewables Italia Srl già negli ultimi giorni del 2025. Con una delibera specifica, la numero 1365 del 30 dicembre, l’amministrazione ha deciso di opporsi fermamente al tentativo della società energetica di ribaltare il “no” definitivo espresso dalla Regione. La scelta di non intervenire nella fase cautelare davanti al TAR Umbria non sarebbe quindi un segnale di debolezza o di abbandono del territorio, bensì una mossa tecnica ponderata: l’intervento del Consiglio di Stato ha infatti reso inutile la disputa sulla sospensiva, spostando l’intero scontro sul merito della questione, dove la Regione intende far valere le proprie prerogative di unico ente deputato a far rispettare l’esito della Conferenza dei servizi.
L’assessore all’Ambiente, Thomas De Luca, ha poi alzato il tiro, trasformando la precisazione tecnica in una denuncia politica aperta. De Luca ha definito le parole della sindaca Tardani come una manovra propagandistica priva di consistenza giuridica, sottolineando il paradosso di un’accusa che arriva da chi appartiene alla stessa area politica che ha dato il primo impulso all’opera. L’assessore ha ricordato che le radici del problema affondano in un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri risalente a giugno 2023, che aveva concesso il via libera al Progetto Phobos superando persino i dubbi del Ministero della Cultura.
In questo scenario, la Regione Umbria si descrive come l’ultimo baluardo a difesa dell’integrità paesaggistica dell’area di Orvieto. La chiusura negativa del procedimento autorizzativo, sancita con determinazione dirigenziale lo scorso novembre, rappresenta per la Giunta l’unica azione concreta di contrasto a quella che viene definita come una “liberalizzazione selvaggia” promossa dal governo centrale. L’assessore ha infine ribadito che la recente legislazione regionale, sebbene osteggiata e impugnata a livello nazionale, resta lo strumento principale per garantire che lo sviluppo delle energie rinnovabili non si trasformi in uno scempio per i territori di pregio. La promessa finale è di non arretrare di un passo, garantendo ai cittadini orvietani una copertura legale totale contro ogni tentativo di forzatura industriale.

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