I penalisti proclamano cinque giorni di astensione a Perugia
La complessa vicenda delle registrazioni ambientali non autorizzate avvenute all’interno del penitenziario umbro approda ufficialmente davanti al Consiglio superiore della magistratura. La questione riguarda la captazione accidentale di alcuni colloqui confidenziali tra i difensori e i detenuti nella struttura carceraria di Capanne. La situazione è emersa nel contesto di un’indagine della procura perugina guidata da Gennaro Iannarone, focalizzata su un’ipotesi di concorso esterno in associazione finalizzata al narcotraffico che vede coinvolta la penalista Daniela Paccoi. Nelle ultime ore, le consigliere laiche di centrodestra Claudia Eccher e Isabella Bertolini hanno preso una posizione ufficiale richiedendo l’apertura immediata di un fascicolo a Palazzo dei Marescialli. Le esponenti del Csm hanno sottolineato che, se lo scenario venisse confermato, verrebbero chiamate in causa le dirette responsabilità dei magistrati requirenti o giudicanti responsabili di aver richiesto, autorizzato o non vigilato sulla conservazione di colloqui tutelati dal segreto professionale.
La posizione della procura generale e le verifiche interne
Nel corso della mattinata è giunto anche l’intervento chiarificatore del procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani. La Camera penale locale aveva sollecitato l’alto magistrato affinché venissero avviati accertamenti urgenti sulla strumentazione e sulle salette colloqui dell’istituto umbro. Il procuratore generale ha diramato una nota ufficiale in cui evidenzia che le prime informazioni raccolte delineano un quadro che attende ulteriori approfondimenti, non mostrandosi del tutto sovrapponibile a quanto denunciato dai penalisti. Sottani, dopo aver interloquito direttamente con il procuratore capo Gennaro Iannarone, ha specificato che non emerge alcuna utilizzazione di tipo processuale di elementi captati in assenza di idoneo decreto autorizzativo. Di conseguenza, le tracce audio registrate inavvertitamente e mai confluite in verbali scritti dovranno essere distrutte secondo i protocolli stabiliti dal codice di procedura penale, nonostante l’avvocato Alessandro Cannevale, difensore di Daniela Paccoi, abbia segnalato che tali file erano inizialmente rimasti a disposizione delle parti al termine delle indagini preliminari.
La protesta nazionale dei penalisti e lo sciopero delle udienze
La risposta dell’Unione delle Camere Penali Nazionali è stata immediata e ha confermato la massima fermezza dei professionisti della difesa. I rappresentanti dei penalisti hanno formalmente investito della questione il ministro della Giustizia Carlo Nordio e lo stesso organo di autogoverno della magistratura. Per protestare contro la vulnerabilità del diritto di difesa e la violazione delle garanzie costituzionali, i rappresentanti dei legali hanno deliberato cinque giornate consecutive di astensione dalle attività giudiziarie su tutto il territorio. L’iniziativa culminerà in una grande manifestazione di carattere nazionale programmata proprio nel capoluogo umbro, per ribadire l’inviolabilità dei colloqui tra gli avvocati e i propri assistiti.

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