Studenti e famiglie uniti per la quarta edizione del concorso scolastico in memoria di Riccardo Picchioni
di Antonella Valoroso
Sabato 23 maggio la palestra della scuola secondaria di primo grado “Bernardino di Betto” di Perugia si è riempita di emozioni autentiche, colori, musica e memoria condivisa in occasione della quarta edizione del concorso “I colori della vita: la gioia delle piccole cose”, dedicato al ricordo di Riccardo Picchioni. Un appuntamento che negli anni è diventato parte integrante della vita scolastica dell’istituto, la scuola frequentata da Riccardo prima della sua prematura scomparsa, e che oggi continua a vivere grazie all’impegno della famiglia Picchioni-Censi e alla straordinaria partecipazione di studenti, docenti e famiglie.
L’edizione di quest’anno, intitolata “La gentilezza nell’orto”, si è inserita all’interno del Senza Zaino Day, trasformando l’intera scuola in uno spazio aperto alla comunità, dove arte, riflessione e condivisione hanno dato forma concreta ai valori della pace, dell’inclusione e della cura reciproca. Fin dal mattino il chiostro dell’istituto si è trasformato in una galleria a cielo aperto con mosaici, striscioni e opere collettive dedicate al tema “Facciamo pace con la natura”. Accanto ai lavori artistici sono stati esposti i progetti realizzati dagli studenti per il Concorso Picchioni: le panchine della gentilezza progettate in 3D, gli amuleti creati con erbe officinali e resine, gli scatti fotografici dedicati al sostegno e alla convivialità urbana.
L’atmosfera si è fatta ancora più intensa durante le Performance Espressive organizzate dagli alunni. Con “I lupi e i musici” teatro, arte e musica hanno raccontato la possibilità di disarmare la rabbia attraverso il dialogo. Subito dopo “RAPpacifichiamoci in un mondo di profumo e colori” ha coinvolto il pubblico in un’esperienza sensoriale fatta di rap, spezie e piante officinali, mentre “Abbattiamo i muri” ha emozionato tutti con il gesto simbolico dell’abbattimento di un muro di scatoloni per ricostruire una nuova struttura fondata su integrazione e solidarietà.
Alle 11:30 si è svolta la cerimonia ufficiale di premiazione nella palestra della scuola. La vicepreside Paola Rita Mancinelli ha aperto l’incontro leggendo anche i saluti della dirigente Emanuela Palmieri, assente perché impegnata all’estero per un progetto Erasmus. Nel suo messaggio la dirigente ha ricordato il significato profondo del progetto Senza Zaino, definendolo una visione educativa capace di costruire una scuola dove nessuno si senta solo e dove ogni gesto gentile possa diventare un seme affidato al futuro.
Tra i momenti più intensi della mattinata c’è stato il ricordo condiviso dalla professoressa Laura Censi, mamma di Riccardo. Le sue parole hanno attraversato la palestra con una delicatezza capace di toccare tutti i presenti. Ha raccontato un figlio che amava profondamente la vita, l’arte, la musica e i colori, un ragazzo capace di trovare felicità anche nelle cose più semplici e di trasmettere amore e sensibilità a chiunque gli fosse vicino. “La bellezza non è nella perfezione”, ha detto rivolgendosi ai ragazzi, “ma nella capacità di accorgersi degli altri, di tendere una mano, di scegliere la gentilezza”. Un discorso accolto da lunghi applausi e da una commozione palpabile in tutta la sala.
Durante la premiazione sono stati proclamati i vincitori delle tre categorie del concorso. Per le classi prime ha trionfato Riccardo Chierico della 1ª A con il progetto “La città giardino”, una panchina della gentilezza pensata come uno spazio verde di incontro e armonia, capace di unire natura, inclusione e condivisione. Un lavoro che ha colpito la giuria per la capacità di immaginare un luogo accogliente dove ogni persona possa sentirsi ascoltata e parte di una comunità.
Per la categoria delle classi seconde, dedicata agli “Amuleti”, il primo premio è stato assegnato a Dario Fasi. I lavori presentati in questa sezione hanno saputo trasformare elementi naturali come erbe officinali e resine in piccoli simboli di gratitudine, protezione e cura di sé, raccontando il valore della fragilità che si trasforma in bellezza.
Nella categoria “Scatto fotografico”, riservata alle classi terze, il riconoscimento è andato a Maria Jose Rivera Fernandez, autrice di immagini dedicate al sostegno reciproco e agli sguardi di convivialità urbana, fotografie capaci di raccontare quanto l’amicizia e la presenza degli altri possano fare la differenza nella vita di una persona.
A rendere ancora più coinvolgente la cerimonia sono stati gli intermezzi artistici degli studenti, tra balletti afro soul, hip-hop, free style e danza moderna. Sul palco sono intervenute anche le professioniste che hanno guidato i laboratori creativi: Eleonora Mori per la modellazione e stampa 3D, Marine Arena per la creazione dei gioielli d’arte e Philippa Stannard per il laboratorio fotografico. Poco prima della proclamazione finale il coro dell’istituto ha regalato uno dei momenti più emozionanti della giornata eseguendo “Heal the World” di Michael Jackson. La voce solista di Anastasia Antonicelli si è intrecciata al coro di tutti gli studenti, creando un’immagine potente di unità e speranza.
La giornata si è conclusa nell’agorà della scuola con un momento collettivo di condivisione delle emozioni vissute insieme. Tra sorrisi, abbracci e racconti, la comunità scolastica ha dimostrato ancora una volta come il ricordo possa trasformarsi in energia viva, capace di educare all’umanità e alla cura degli altri. Riccardo, attraverso i colori, la musica, la creatività e i gesti di amicizia dei ragazzi, è stato ancora una volta presente nel cuore della ‘sua’ scuola.

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