Anno giudiziario Corte dei Conti 2020, ricostruzione post-sisma, scenario avvilente

 
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Tre anni dal sisma, a Norcia la solita cerimonia, ma è sempre tutto uguale

Anno giudiziario Corte dei Conti 2020, ricostruzione post-sisma, scenario avvilente

Ha parlato del sisma del 2016 la procuratrice regionale della Corte dei conti dell’Umbria, Rosa Francaviglia, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020. “A distanza di quasi quattro anni dal sisma – ha detto la procuratrice – lo scenario è avvilente, non soltanto per la mancata parziale rimozione delle macerie, per i consistenti danni subiti dal patrimonio storico-artistico, dagli immobili pubblici e da quelli di civile abitazione, nonché dall’apparato produttivo locale, ma anche per le ingrate condizioni di vita di chi è ancora alloggiato nelle soluzioni abitative in emergenza”.

La cerimonia pubblica è stata rinviata a causa del coronavirus, ma la relazione [leggi qui] è stata pubblicata sul sito della Corte dei Conti. “L’assenza di limiti di concentrazione degli incarichi tecnici in capo ai professionisti e l’incertezza dell’ammontare del contributo” – è tra le concause che, allo stato, inibiscono la ricostruzione anche per danni lievi. “Su 4.856 pratiche previste – spiega Francaviglia – ne risultano mancanti ben 3.363”. E poi aggiunge: “Quelle presentate al 31 dicembre 2019 presso l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria per danni lievi e per gravi sono 1.779, 757 accolte con rilascio del decreto per il contributo, 86 inammissibili e 936 in istruttoria. Quanto agli immobili con danni gravi, il quadro è desolante perché, al 31 dicembre 2019, su 5.654 edifici inagibili, sono state presentate soltanto 330 pratiche e, quindi, ne mancano ben 5.454”.

E infine ricorda Francaviglia: “Le soluzioni abitative emergenziali sono state realizzate solo a Cascia, Norcia e Preci, mentre la restante parte della popolazione è ospitata nei moduli rurali prefabbricati o in altre tipologie residenziali o nei container collettivi”.

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