Revenge Porn a Perugia, processo in vista per una 35enne
Una donna di 35 anni è accusata di aver diffuso contenuti intimi di un ex amante, un reato noto come revenge porn. La vittima della divulgazione non consensuale è un uomo. A scrivere del fatto, accaduto nella provincia di Perugia, è Egle Priolo del Messaggero Umbria.
La vicenda ha inizio alla fine di un’estate di relazioni clandestine. L’amante, un 42enne già impegnato, decide di tornare alla stabilità del suo rapporto ufficiale, scatenando la reazione della donna. La storia si snoda tra messaggi e minacce, culminando in un episodio di vendetta che ha portato l’accusa di stalking e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.
Tutto comincia nell’estate precedente, quando la donna, identificata come S.L., incontra l’uomo su una piattaforma di incontri. Entrambi cercano nuove esperienze e avviano una relazione che inizialmente appare soddisfacente. Tuttavia, con il passare del tempo, la donna inizia a sviluppare sentimenti più profondi. Le serate trascorse insieme e la loro intimità fisica la portano a immaginare un futuro diverso, ma l’uomo decide di interrompere il legame.
Da quel momento inizia un periodo di tormento per la coppia coinvolta. S.L. comincia a inviare messaggi all’ex amante, chiedendo di rivedersi. Quando le sue richieste vengono respinte, la situazione si aggrava. La donna decide di colpire la compagna dell’uomo, inviandole foto e video dei loro rapporti intimi. Il primo invio avviene tramite Facebook alla fine di novembre 2022, mostrando immagini esplicite che rivelano il tradimento.
Successivamente, S.L. invia anche una foto dell’abitazione dell’uomo, insinuando di sapere dove vive. Questo gesto scatena una lite tra la coppia tradita. Nonostante la reazione della compagna, S.L. non si ferma. La donna rintraccia la rivale su Instagram e le invia messaggi vocali offensivi, confermando di aver avuto rapporti sessuali con il suo compagno.
Le azioni di S.L. – scrive il Messaggero – si intensificano. Inizia a manifestarsi un comportamento persecutorio: si presenta ripetutamente sotto casa della coppia e continua a contattare l’uomo tramite chiamate e messaggi. A distanza di un mese dal primo invio, continua a inviare ulteriori immagini esplicite alla compagna dell’amante.
Le sue azioni creano un forte stato di ansia e paura nelle vittime, costringendole a modificare le loro abitudini quotidiane. Questi comportamenti rientrano nella definizione di atti persecutori secondo il codice penale italiano. La situazione porta il pubblico ministero Elisa Iacone a chiedere il rinvio a giudizio della donna. S.L. dovrà ora presentarsi davanti al giudice Luca Cercola per l’udienza preliminare, dove rischia di essere processata per reati che possono comportare fino a 6 anni di carcere.

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