Prete arrestato a san Feliciano, la minaccia di uno dei ragazzi, la paura della denuncia

Prete arrestato a san Feliciano, la minaccia di uno dei ragazzi

Il giudice, nelle 150 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip di Palermo, ripercorre decine e decine di telefonate, in cui il sacerdote e i ragazzi usano linguaggio che non lascia nulla all’interpretazione. Lo scrive oggi Francesca Marruco sul Corriere dell’Umbria.

“Se ti vado a denunziare i carabinieri prendono dalla A alla zeta, io sono minorenne” diceva  uno dei quattro minori di Termini Imerese che gli mandavano video hard in cambio di ricariche Postepay a don Vincenzo Esposito. La minaccia della denuncia imminente arriva quando il religioso si rifiuta di dare 100 euro a uno dei ragazzi vittima. “In due settimane alla tua famiglia ho dato 300 euro” gli risponde il prete. Ma il ragazzino ribatte: “Gli dico che i soldi li prendi dalle offerte dei fedeli”.

Parlano delle ricariche di denaro – scrive il quotidiano -, che il religioso andava a fare in diverse tabaccheria della zona. Dell’episodio della minaccia di denuncia, il gip scrive: “Nel corso di quelle conversazioni Esposito è chiaramente spaventato dall’idea che il giovane possa rivolgersi alle Forze dell’ordine e cerca di confondere il minore per spingerlo a non denunciare facendolo sentire in colpa per il fatto che, probabilmente, Esposito ha in alcune occasioni aiutato il padre del minore, chiaramente approfittando delle condizioni economiche familiari”.

 
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