Picchia la compagna e poi minaccia un avvocato, condannato

Picchia la compagna e poi minaccia un avvocato, condannato

Uno straniero è stato condannato a pagare mille euro di multa e a risarcire con altri mille euro un avvocato perugino. Il professionista era intervenuto per difendere la moglie incinta dell’uomo aggredita dal marito con calci sotto gli occhi dei passanti. I fatti sono accaduti nel 2019 nei pressi di via Mazzini a Perugia. Durante l’episodio era intervenuta anche una conoscente dell’uomo, che fotografava l’avvocato e due giovani studentesse che stavano soccorrendo l’aggredita.

La conoscente è stata condannata a 100 euro di multa e dovrà risarcire l’avvocato e le due studentesse universitarie (350 euro a testa), tutti costituiti parte civile tramite l’avvocato Diego Ruggeri, che se avessero testimoniato “rischiavano la vita, che i magrebini li avrebbero ammazzati, che lei stessa era sposata con un magrebino” e che non dovevano “mettere più piede a Perugia, altrimenti avrebbero avuto gravi conseguenze da gente del nord Africa”.

I due imputati, difesi dagli avvocati Donatella Panzarola e Annalisa Rosi Cappellani, sono stati condannati dal giudice di pace per i reati di minaccia.

L’avvocato era intervenuto in quanto, uscendo dal Tribunale, si era trovato di fronte “una donna che teneva per mano due bambini, uno di circa cinque anni e l’altro di circa sei anni. Ho visto un uomo coperto da molti tatuaggi e con un cappello, che aveva inoltre nel suo portabambini da pancia, a tracolla, davanti al suo petto, un bimbo molto piccolo, camminava accanto alla donna, insultandola molto violentemente, con frasi del tipo ‘str…’ ed altro”. All’improvviso l’uomo si fermava e sferrava “due violentissimi calci alle ginocchia della donna”.

Il professionista è intervenuto chiedendo all’uomo di fermarsi. L’imputato rispondeva con insulti “stro… testa di c… cosa vuoi?” Salvo poi allontanarsi per consegnare il figlio piccolo alla donna e tornare indietro per picchiare l’avvocato; ma è stato bloccato dai militari in servizio presso il Tribunale.

Un gruppo persone connazionali hanno difeso l’imputato, dicendo che non aveva fatto nulla. La moglie stessa ha difeso il marito, negando che l’avesse picchiata, e poi minacciava l’avvocato e le due studentesse intervenute.

Il professionista e le due ragazze hanno poi presentato querela. Nel corso delle indagini dei Carabinieri è emerso che l’uomo non era la prima volta che maltrattava la compagna e il figlio piccolo.

Il PM nella requisitoria ha “condannato” molto gravemente la “vergognosa inedia” di 30-40 persone che hanno visto tutto e non sono intervenute e anzi sono sostanzialmente andate via appena hanno visto che c’era una violenza contro una donna incinta hanno detto di non aver visto nulla ai militari intervenuti sul posto.

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