Contestati incarichi incompatibili e presenze in sedi multiple
La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per un oculista perugino accusato di aver ottenuto un incarico alla Asl Umbria 1 omettendo di dichiarare un precedente impegno presso la Asl 2, incompatibile con il nuovo contratto. Secondo l’accusa, il professionista avrebbe inoltre falsificato le timbrature di presenza risultando, almeno formalmente, in servizio in più ambulatori contemporaneamente. Lo scrive il Messaggero dell’Umbria di oggi.
Incarico ottenuto omettendo un precedente lavoro
Il pubblico ministero Gemma Miliani contesta al medico una serie di condotte che, tra il 2021 e il novembre 2023, avrebbero prodotto un ingiusto profitto ai danni del Servizio sanitario nazionale.
Nella domanda presentata il 13 giugno 2021 per un incarico da 38 ore settimanali alla Asl 1, l’oculista avrebbe omesso di dichiarare un precedente incarico da 6 ore settimanali alla Asl 2, elemento che avrebbe comportato l’esclusione dalla procedura.
Secondo la Procura, grazie a questa omissione il professionista avrebbe percepito 29.345,88 euro, corrispondenti a 732 ore retribuite a 40,09 euro l’ora, non spettanti.
Presenze sovrapposte in più sedi: contestato anche il falso
Il medico è accusato anche di aver alterato i sistemi di rilevazione delle presenze, risultando contemporaneamente in servizio in più sedi delle Asl 1 e 2: Umbertide, Cascia, Pantalla, Bastardo e Terni.
Una condotta che, secondo l’accusa, integra un’ulteriore truffa, con un indebito profitto di 66.161,25 euro e un danno equivalente per il Servizio sanitario nazionale, relativo a 1.647,56 ore di attività sovrapposte.
Udienza preliminare in corso: possibile accordo
Il professionista, difeso dall’avvocata Maria Mezzasoma, è attualmente davanti al gup Natalia Giubilei per l’udienza preliminare. Non è esclusa la possibilità di un accordo per definire il procedimento.
La prossima udienza è fissata per il 21 aprile.

Commenta per primo