Morte Laura Santi, i cordogli della politica e delle istituzioni

Perugia rende omaggio a Laura Santi il 16 settembre
laura santi

Un saluto lucido che diventa simbolo di coraggio e libertà

La morte di Laura Santi, avvenuta con suicidio medicalmente assistito, chiude una vicenda che ha scosso Perugia e l’Italia. La sua scelta consapevole si trasforma ora in un’eredità collettiva che attraversa istituzioni, famiglie e coscienze, alimentando una battaglia per il diritto all’autodeterminazione sul fine vita.

Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa, ha ricordato come la sofferenza individuale di Laura sia divenuta spinta comunitaria verso una battaglia che non può più restare sospesa, riconoscendo in Laura una figura che ha imposto al dibattito pubblico un tema finora affrontato con reticenza. Il suo gesto, ha sottolineato Bistocchi, impone di garantire l’accesso al suicidio medicalmente assistito a chi non può più decidere come vivere, ma desidera stabilire come morire con dignità.

Il pensiero della presidente si è rivolto anche a Stefano, compagno leale e silenzioso di Laura, che l’ha accompagnata in tutte le fasi della malattia, condividendo con lei scelte difficili e sofferenze che si sono sommate alle proprie. Bistocchi ha ringraziato l’associazione Luca Coscioni, ricordando l’impegno per una legge sul fine vita e la raccolta firme portata avanti già quattro anni fa a Perugia, ribadendo l’orgoglio per l’impegno dell’Umbria a garantire il diritto di scegliere, in un percorso istituzionale che ha permesso a Laura di non essere lasciata sola nel momento della decisione.

Nel suo messaggio di addio, Laura aveva parlato di monsignor Ivan Maffeis come di un “amico speciale”. L’arcivescovo di Perugia, che si era presentato a casa di Laura come “don Ivan”, aveva ascoltato le sue parole sulla vita e sulla morte senza mai cercare di dissuaderla, riconoscendo che chi vive la sofferenza estrema ha il diritto di essere ascoltato senza giudizio. Maffeis, in un messaggio sobrio, ha definito la sua morte “un giorno di silenzio abitato dal dolore per lo spreco che la morte porta con sé” e ha espresso gratitudine per il percorso condiviso, rinnovando un gesto di rispetto verso chi decide di affrontare la sofferenza con una scelta consapevole.

Il capogruppo regionale Fabrizio Ricci (Avs) ha definito la scelta di Laura un atto di dignità e libertà che lascia un’impronta indelebile, sottolineando che il gruppo continuerà a sostenere questa battaglia per il rispetto della volontà della persona. Ha ringraziato l’assessore Fabio Barcaioli per aver garantito, attraverso le istituzioni, la piena applicazione della Costituzione e il rispetto della dignità umana, ribadendo che nessuno dovrebbe più trovarsi costretto a lottare per vedere riconosciuti diritti elementari fino all’ultimo respiro.

L’Azienda Usl Umbria 1 ha espresso “profonda tristezza” per la scomparsa, precisando che la procedura si è svolta nel pieno rispetto della legge e delle ordinanze del Tribunale di Perugia, nel difficile bilanciamento tra la tutela della vita e il diritto di autodeterminazione terapeutica. Ha ribadito la vicinanza alla famiglia e il massimo rispetto umano garantito a Laura in un percorso lungo, segnato da sofferenze e istanze legali.

Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger (Europa Verde Umbria) hanno salutato Laura definendola “amica coraggiosa” che ha mostrato come la dignità non sia misurabile in giorni di vita, ma nella libertà di affrontare la sofferenza. Hanno affermato che la sua storia diventa ora un ponte per chi si trova a percorrere un cammino complesso e doloroso, ribadendo l’urgenza di una legge che eviti a chi soffre un percorso giudiziario o viaggi oltreconfine per accedere al diritto al fine vita.

Per Emma Pavanelli (M5s), il coraggio di Laura chiama lo Stato ad assumersi la responsabilità di garantire il diritto all’autodeterminazione, evitando che cittadini gravemente malati siano costretti a ricorrere a procedure legali lunghe e complesse. Ha sottolineato come la vicenda di Laura imponga di affrontare con responsabilità il tema del fine vita, superando ogni battaglia ideologica e ponendo al centro la dignità della persona.

La deputata umbra Elisabetta Piccolotti (AVS) ha scritto che Laura se ne è andata da donna libera, impegnata fino alla fine per lasciare un mondo più giusto, capace di affrontare la realtà senza cedere alla paura. Ha assicurato che la sua battaglia per una legge giusta sul suicidio assistito continuerà, con centinaia di migliaia di persone pronte a raccogliere il suo testimone, mantenendo viva la sua forza e la sua determinazione.

Il percorso di Laura, accompagnato dal marito Stefano, dal sostegno dell’Associazione Luca Coscioni e dall’attenzione delle istituzioni umbre, diventa ora eredità collettiva e impegno concreto verso una legge che tuteli chi sceglie di porre fine alle sofferenze nel rispetto della dignità personale.

La vicenda umana e giudiziaria di Laura Santi, che aveva intrapreso un cammino lungo tre anni tra ricorsi e verifiche sanitarie, si conclude in un addio consapevole, senza clamori ma con la richiesta chiara di un cambiamento normativo che possa garantire a tutti il diritto di scegliere la propria morte con la stessa dignità con cui si difende il diritto alla vita.

Laura Santi, con il suo sorriso e la sua ostinazione, lascia un segno indelebile nel dibattito italiano sul fine vita, trasformando un dolore personale in una spinta collettiva per un diritto universale, che chiede oggi risposte alle istituzioni, affinché nessuno debba più affrontare questa scelta nella solitudine e nell’incertezza.

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