Menenti scarcerato, i Polizzi protestano a Roma, Ministro manda ispettori

 
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Menenti scarcerato, i Polizzi protestano a Roma, Ministro manda ispettori

Hanno protestato a Roma davanti alla corte di Cassazione e davanti alla sede del ministero in Via Arenula. Per il padre, la madre, il fratello di Alessandro Polizzi, ieri è stata una giornata di proteste. Hanno protestato perché Riccardo Menenti, l’assassino di Alessandro già condannato all’ergastolo, è uscito dal carcere di Terni il 10 gennaio scorso. Alla protesta hanno partecipato Julia Tosti, la fidanzata sopravvissuta per miracolo al massacro e un gruppo di amici. In mano avevano i cartelloni con il volto massacrato di Alessandro.

La Corte d’Assise d’Appello di Firenze aveva indicato questa data già nella sentenza del 19 giugno scorso, se non fosse intervenuta nel frattempo una sentenza definitiva. Dopo i ricorsi in Cassazione presentati dagli avvocati, l’udienza deve essere ancora fissata.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha attivato gli ispettori del ministero per accertamenti sul caso della scarcerazione per decorrenza dei termini di Riccardo Menenti.

La madre di Alessandro Polizzi, Daniela Ricci, aveva scritto una mail al guardasigilli chiedendo un suo intervento. Ma il ministro aveva già dato disposizioni all’ispettorato, subito dopo avere appreso la notizia della scarcerazione.

«Vorrei riuscire a organizzare una manifestazione di tutti i genitori, di tutte le famiglie che stanno nelle nostre stesse condizioni, che soffrono come noi, che hanno una vicenda come la nostra sulle spalle» è l’appello della mamma di Alessandro. «Mi sento tradita, amareggiata, ho sempre creduto nella giustizia. Ci ho creduto fino a quando ho appreso che l’assassino di mio figlio, condannato per quattro volte all’ergastolo, è tornato libero».

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