Incidente mortale sul lavoro, muore Carlo Clemente, si indaga su rispetto norme lavoro

Incidente mortale sul lavoro, si indaga su rispetto norme lavoro

Incidente mortale sul lavoro, muore Carlo Clemente, si indaga su rispetto norme lavoro

Lavorare, anche lontano da casa, per assicurare il pane alla propria famiglia e non tornare più a riabbracciarla. È ciò che è successo a Carlo Clemente, operaio di 36 anni di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, che ieri ha perso la vita mentre era al lavoro in Umbria. E’ quanto ha scritto sui social chi lo ha conosciuto. La tragedia si è verificata, nel pomeriggio di mercoledì, in località Viceno nel comune di Castel Viscardo. Carlo Clemente, che era dipendente di una ditta – la Ispea – subappaltatrice della Snam, ha perso la vita mentre era impegnato in lavori di posizionamento del metanodotto della Snam nell’area del fosso di Romealla.

I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane e sul posto si sono portati i vigili del fuoco di Orvieto, gli operatori del Sasu Umbria, gli addetti della Usl Umbria 2 e gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Orvieto per tutti gli accertamenti del caso. Secondo quanto appreso, l’operaio sarebbe scivolato dal bordo della buca realizzata per posizionare le tubature, cadendo da un’altezza di circa cinque metri. Fatale il trauma cranico riportato nell’impatto contro una pietra sporgente che non gli ha, purtroppo, lasciato scampo.

Si concentrano sul rispetto della normativa in tema di incidenti sul lavoro le indagini avviate. Lo ha reso noto la Procura di Terni annunciando l’iscrizione nel registro degli indagati “quale atto dovuto” in vista degli accertamenti medico-legali di datori di lavoro e preposti di cantiere.

L’obiettivo – si legge in una nota del procuratore Alberto Liguori – è di “perimetrare eventuali responsabilità penali tra società appaltatrice dei lavori e società subappaltatrici”. In particolare sull’eventuale mancato rispetto delle norme che prevedono, sempre secondo il magistrato, la “presenza obbligatoria” di apposite transenne ai lati dello scavo per prevenire le cadute e sull’effettiva dotazione dei dispositivi di protezione individuali.

La Procura ha reso noto che la morte dell’operaio è stata causata da un “trauma cranico da precipitazione tenuto conto della profondità dello scavo”, circa cinque metri. L’uomo è stato soccorso da alcuni colleghi ma quando è arrivato il personale del 118 il trentaseienne era già morto. Il pm che coordina l’indagine ha disposto l’esame esterno del cadavere e in base ai risultati deciderà se procedere o meno all’autopsia. Carlo lascia la moglie e due bambini.

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*