Inchiesta sanità, Procura chiede proroga arresti per Bocci, Duca e Valorosi

Inchiesta sanità, Procura chiede proroga arresti per Bocci, Duca e Valorosi
Gianpiero Bocci con i suoi avvocati

Inchiesta sanità, Procura chiede proroga arresti per Bocci, Duca e Valorosi

La procura di Perugia chiede al gip Valerio D’Andria di prorogare gli arresti domiciliari per Gianpiero Bocci, già sottosegretario e segretario del Pd in Umbria, Emilio Duca e Maurizio Valorosi, gli ex direttori sostenendo che, se liberi, potrebbero inquinare l’acquisizione delle prove in corso. E’ quanto riportano oggi i quotidiani locali. Nono sono ancora stati «identificati coloro che hanno aiutato gli indagati a scoprire l’esistenza delle indagini e ad avviare l’attività di bonifica dell’ufficio di Emilio Duca». Dagli accertamenti in corso continuano a emergere nuovi fatti-reato.

I magistrati vogliono un altro mese di tempo, fino al 10 luglio (la misura scadeva il 12 giugno) per indagare. Nei prossimi giorni Duca e Valorosi saranno sentiti e aggiungono che anche “gli accertamenti informatici sono ancora in corso”.

La proroga non è stata chiesta né per Luca Barberini, ex assessore alla sanità, né per l’unico dirigente reo- confesso, Roberto Ambrogi che ha ammesso di aver passato le domande in qualità di presidente di una commissione d’esame, su indicazione dei direttori.

Su Barberini si era già pronunciato il Riesame, ripristinando la misura dei domiciliari, revocata dal gip. Le motivazioni sono attese a giorni mentre è pendente il ricorso per Cassazione che, di fatto, ha bloccato l’esecuzione della misura.

I pm ripercorrono la storia dell’indagine – il ruolo di influencer di Bocci e “il peso del suo potere” – e la battuta d’arresto impressa alle indagini dalla scoperta delle cimici e, ancor prima dell’inchiesta in corso. Adesso il giudice dovrà convocare un’udienza, presenti i difensori degli indagati.

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