Giustizia, Sottani: “Il caso Spoleto impone una riflessione”

Riforma giustizia: Csm indebolito secondo Pg Sottani

Alla Camera illustrate le criticità del presidio giudiziario umbro

⚖️ Il Procuratore generale Sergio Sottani porta alla Camera il caso Spoleto. Organici carenti, difficoltà di specializzazione e confini giudiziari poco coerenti, secondo l’intervento, limitano l’efficienza e l’accessibilità del servizio giustizia.


Il caso Spoleto al centro dell’audizione parlamentare

Il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Sergio Sottani, è intervenuto il 21 luglio davanti alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge dedicato alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

Nel corso dell’audizione, il Procuratore generale ha utilizzato il caso del Tribunale e della Procura della Repubblica di Spoleto come esempio concreto degli effetti prodotti dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012-2013, evidenziando la necessità di valutare i risultati delle riorganizzazioni sulla base dell’esperienza maturata sul territorio.

Pur precisando che il provvedimento attualmente in discussione non riguarda direttamente il distretto umbro, Sottani ha sottolineato come l’esperienza di Spoleto possa rappresentare un riferimento utile per future valutazioni legislative.

Efficienza legata a risorse e organizzazione

Secondo il Procuratore generale, la ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie non garantisce automaticamente un miglioramento dell’efficienza, se non accompagnata da adeguate risorse umane, professionalità specializzate, coerenza territoriale e piena accessibilità del servizio.

L’intervento ha richiamato l’attenzione sull’ampliamento del circondario del Tribunale di Spoleto, che dopo la riforma ha incorporato i territori di Todi, Marsciano e Deruta.

Per Sottani, in particolare Marsciano e Deruta presentano caratteristiche logistiche, sociali ed economiche maggiormente orientate verso Perugia, elemento che, secondo quanto illustrato alla Commissione, determina difficoltà organizzative e maggiori disagi per cittadini, professionisti, Forze dell’Ordine e amministrazioni locali.

Le criticità dell’organizzazione

Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema delle dimensioni dell’ufficio giudiziario spoletino.

Secondo il Procuratore generale, la struttura attuale rende più difficile garantire una reale specializzazione dei magistrati, soprattutto nei settori che richiedono competenze altamente specifiche, come la criminalità economica, i reati informatici, il riciclaggio, la violenza di genere e la tutela delle persone vulnerabili.

In ambito penale, tali condizioni inciderebbero anche sulla continuità della composizione collegiale del giudice per le indagini preliminari.

Organici ancora insufficienti

Un altro punto evidenziato riguarda la situazione del personale.

Presso la Procura della Repubblica di Spoleto risulta vacante il posto di sostituto procuratore, mentre continua a mancare la figura del dirigente amministrativo, considerata essenziale per assicurare continuità gestionale e un efficace supporto organizzativo.

Secondo Sottani, si tratta di carenze strutturali che limitano la capacità dell’ufficio di programmare l’attività e affrontare carichi di lavoro sempre più complessi.

Ripercussioni sull’intero distretto

Le difficoltà organizzative della sede spoletina, secondo il Procuratore generale, si riflettono anche sull’intero distretto della Corte d’Appello di Perugia.

Le esigenze di supporto richiedono infatti l’impiego di magistrati, funzionari e personale amministrativo provenienti da altri uffici, con un conseguente impatto sulle attività delle sedi chiamate a fornire assistenza.

Sottani ha comunque riconosciuto come l’ampliamento della pianta organica della sezione di polizia giudiziaria e l’assegnazione di tre funzionari giudiziari rappresentino segnali positivi, pur ritenendoli ancora insufficienti a superare criticità consolidate nel tempo.

“Spoleto è efficiente nonostante le difficoltà”

Nel suo intervento il Procuratore generale ha richiamato anche i dati del monitoraggio PNRR del Ministero della Giustizia.

Secondo Sottani, il Tribunale e la Procura di Spoleto non possono essere considerati uffici inefficienti, poiché continuano a conseguire risultati significativi nonostante operino in condizioni strutturali più difficili rispetto ad altre realtà giudiziarie.

Le differenze di rendimento, ha spiegato, sarebbero riconducibili a fattori oggettivi quali le dimensioni dell’ufficio, le scoperture di organico, la limitata possibilità di specializzazione e la particolare configurazione territoriale del circondario.

L’appello per una giustizia accessibile

Concludendo l’audizione, Sergio Sottani ha invitato a riflettere sul modello organizzativo adottato dopo oltre dieci anni dalla riforma della geografia giudiziaria.

Secondo il Procuratore generale, l’efficienza della giustizia dipende dall’equilibrio tra territorio, organizzazione e risorse, ricordando che un ufficio può conseguire risultati positivi senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale se il contesto territoriale non risponde alle esigenze della comunità.

Nel passaggio conclusivo del suo intervento ha ribadito che «la giustizia non può essere soltanto concentrata. Deve essere accessibile, organizzata e sostenibile», indicando nel caso di Spoleto un esempio significativo delle sfide ancora aperte nella riorganizzazione del servizio giudiziario.

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