Incendio Ponte San Giovanni, il giorno dopo, si indaga sulle cause

Incendio Ponte San Giovanni, il giorno dopo, si indaga sulle cause

Incendio Ponte San Giovanni, il giorno dopo, si indaga sulle cause

E’ stato spento questa mattina, alle ore 5, l’incendio alla Biondi recuperi nella zona industriale di Ponte San Giovanni scoppiato nel pomeriggio di ieri. Il rogo con fiamme alte cinque metri è stato domato da vigili del fuoco provenienti da diverse parti della regione.

Una colonna di fumo si alzata in cielo per tante ore, trasportata dal vento verso la zona abitata dei Ponti. Fumo arrivato anche a Perugia e visto dai residenti pure da Bastia e Assisi. I pompieri hanno lavorato ininterrottamente anche per tutta notte perché l’incendio intorno all’1 ha ripreso forza.

«Oggi – riferisce l’ingegner Maurizio Fattorini, funzionario dei Vigili del Fuoco – si prosegue con attività indagine, insieme ad Arpa e NOE». Si parla di nube potenzialmente tossica è stata definita la responsabile dell’Arpa. E proprio per questo ieri il sindaco di Perugia Andrea Romizi, ha firmato un ordinanza per la chiusura delle scuole nel raggio di tre chilometri. Diversi istituti di ogni ordine e grado, infatti, oggi sono chiusi per precauzione. C’è anche il divieto di consumo di ortaggi e prodotti agroalimentari esposti ai fumi e non sanificati.

Nell’area ci sono flotte di topi: «Tantissimi topi, una popolazione di topi incredibile. Appena si entra nell’area dell’incendio ti assalgono». A comunicare la presenza dei roditori è stato il tecnico dell’Arpa».

A bruciare balle di rifiuti di plastica e carta, ma il deposito è autorizzato anche per lo stoccaggio e il recupero di imballaggi, legno e apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il consiglio è quello di evitare spostamento, dove è possibile e restare in casa tenendo le finestre chiuse.

Sul posto si è recato oltre al sindaco di Perugia, anche il prefetto Claudio Sgaraglia, il senatore Luca Briziarelli, vicepresidente commissione bicamerale d’inchiesta sugli Ecoreati, e il magistrato di turno Laura Reale che ha aperto un fascicolo per incendio contro ignoti. Il senatore ha fatto sapere che a fine marzo la commissione si occuperà del caso e il rogo alla Biondi recuperi entrerà nell’indagine nazionale aperta per i roghi nei depositi di rifiuti. Sul luogo dell’incendio anche alcuni dipendenti dell’azienda che hanno lavorato insieme ai vigili del fuoco. Sul posto tante squadre dei pompieri, presenti 24 uomini, provenienti dalla centrale di Perugia Madonna Alta, Foligno, Assisi e Todi in supporto con 3 autopompa, un autobotte serbatoio, una Kilolitrica proveniente dall’aeroporto, un carro nucleare batteriologico chimico radiologico, un carro luci e carro schiuma, il funzionario di guardia e forze dell’ordine.

Intanto sono state avviate le indagini, non esclusa l’autocombustione, ma i carabinieri vagliano la pista del dolo. Il responsabile dell’Arpa lo definisce incendio anomalo poiché si è verificato nel giorno di chiusura dell’azienda, ad impianti fermi. Tanti i curiosi si sono avvicinati nella zona, ma solo stati fatti allontanare e la strada che attraversa la zona industriale è stata chiusa ed è scattato il divieto di avvicinamento per tutti.

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