Fumo arancione all’Ast di Terni, l’azienda, situazione anomala in acciaieria, Arpa sul posto

Veleni Ast Terni, Lucidi-Liberati (M5S): inviata interrogazione alle procure

Fumo arancione all’Ast di Terni, l’azienda, situazione anomala in acciaieria, Arpa sul posto Fumi e polveri di colore arancione si sono alzate dagli impianti Ast di Terni nei pressi di via Breda/Prisciano. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di domenica. Un evento che non è passato inosservato ai cittadini e residenti della zona. Qualcuno ha anche girato un video e condiviso sui social.

Immediata la comunicazione dell’azienda che non una nota ha volute precisare l’accaduto: «Nel primo pomeriggio si è creata una situazione anomala in acciaieria. Durante il normale trasporto di una siviera contenente acciaio fuso, per cause in corso di accertamento, si è registrata un’emissione improvvisa e imprevista di fumi. L’evento si è esaurito nel giro di pochi minuti e non si è ripetuto nelle colate seguenti. L’azienda ha informato l’ARPA che ha inviato i propri tecnici sul posto».

Dell’accaduto sono stati prontamente informati il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati che si sono sincerati dell’intervento dei tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente.

Intanto il Movimento cinque stelle interviene sulla faccenda:La legge è chiara. Se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche. Veleni nell’aria e inquinanti nelle acque sotterranee ben oltre i limiti provocati da Ast configurano un disastro ambientale. Senza se e senza ma”. Lo dichiarano in una nota i portavoce del Movimento 5 stelle in Senato e in Regione Umbria Stefano Lucidi e Andrea Liberati.

La legge sugli ecoreati – prosegue la nota -, la numero 68 entrata in vigore nel 2015, circoscrive molto bene il caso di disastro ambientale e soprattutto il fatto che, durante le attività d’impresa, siano fatti profitti a scapito dell’ambiente. Nei giorni scorsi la multinazionale tedesca aveva vantato utili per 98 milioni di euro, ma ci chiediamo quale prezzo debba ancora continuare a pagare la città di Terni, perché sono stati accertati veleni e contaminanti sia nell’aria sia nel sottosuolo, ternano.

La scorsa settimana avevamo già denunciato il gravissimo caso degli inquinanti – insistono gli esponenti 5 stelle – tra cui cromo esavalente 1200 volte oltre il limite negli acquiferi sotterranei della Thyssen. Mentre la discussione era ancora in corso, nel dibattito è improvvisamente entrato un video scioccante che mostra vampate altissime di colore arancione sopra lo stabilimento”.

Il video di un concittadino stanco delle vessazioni ambientali, ripreso dai principali organi d’informazione, è disponibile sulle nostre pagine Facebook, https://bit.ly/2SxRJTI

A poco valgono – denunciano i portavoce – le timide iniziative prese dal massimo responsabile sanitario locale, il Sindaco Latini, che convoca azienda e sindacati, dimostrando anch’egli la sudditanza alla multinazionale tedesca. Mentre a Roma la Lega, insieme a noi 5 Stelle, alza la voce e difende i diritti degli italiani qui a Terni, abbassa la testa supinamente agli interessi dei tedeschi, dimostrando la stessa ingenuità politica dei predecessori del PD. Tanto più che non è certo la prima volta che dalla fabbrica si levano fumi del genere. Nonostante più volte da noi sollecitati, Comune, Regione e ARPA non hanno nemmeno voluto installare le telecamere con l’obiettivo fissato sugli stabilimenti, evitando così di registrare ufficialmente questo quotidiano caos nei cieli della città”.

Per non tacere – denunciano Lucidi e Liberati – del fatto che riguardo al cromo esavalente negli acquiferi, il Sindaco Latini cita ARPA e afferma che non c’è nessun pozzo a uso privato nell’ampia zona contaminata da AST. Ma come si fa a determinare cosa avviene davvero lì sotto, quando ripetutamente accerti la presenza di cromo esavalente anche per 1200 volte sopra il limite?”.

“È evidente – conclude la nota – come la città sia fuori controllo. I ternani sanno che sia le acque del sottosuolo che quelle dei fiumi sono già fortemente contaminate da metalli pesanti. Studi su studi confermano una situazione inaccettabile e pericolosa. Ma anche l’acqua del rubinetto è di qualità tutt’altro che eccelsa. Allo stesso modo, i ternani non hanno nemmeno il diritto di respirare un’aria salubre. Che impatto ha questo sulle vite e sul futuro degli stessi dipendenti Thyssen, dei cittadini tutti, dei più giovani -che, infatti, scappano?”.

Per questo – chiosano gli esponenti 5 stelle – sarà presentata un’interrogazione parlamentare il cui testo sarà inviato alle Procure. Chiediamo al Ministero per l’Ambiente di attivarsi su Terni per certificare definitivamente lo stato di quei luoghi. E soprattutto riteniamo doveroso che quei 98 milioni di euro di profitti debbano essere restituiti ai ternani e destinati alla messa in sicurezza e alla bonifica del sito. Sempre che sia sufficiente”.

Stefano Lucidi
Andrea Liberati

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