Coronavirus, ha sorella positiva, operatore costretto ad andare a lavoro

 
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Coronavirus, ha sorella positiva, operatore costretto ad andare a lavoro

Ha scoperto di avere la sorella positiva al Coronavirus e questa mattina, prima di recarsi al lavoro, ha telefonato al suo datore, avvisandolo del problema. E’ quanto sarebbe accaduto oggi ad un corriere di una azienda nazionale di spedizioni. Impresa che in Umbria consegna centinaia di pacchi al giorno tramite i suoi operatori. Non diciamo il nome della società che nella nostra regione lavora in subappalto con altre cooperative. A comunicare la notizia alla nostra redazione sono un gruppo di dipendenti che hanno spiegato quanto accaduto.

Il giovane autista che non è positivo, dopo aver avvisato il proprietario, è stato costretto ugualmente a presentarsi al lavoro. Avendo un familiare positivo al Covid-19, sarebbe dovuto restare a casa in quarantena.

Gli altri corrieri e lavoratori, saputa la notizia, questa mattina hanno protestato un po’, invitando il datore di lavoro a chiamare l’Asl, affinché si prendessero provvedimenti, ma non è stato fatto. Il corriere sarebbe stato poi mandato a casa, ma in quel momento è rimasto in contatto con altre persone dell’azienda, che conta oltre 100 dipendenti.

I locali sono stati subito disinfettati, ma la cosa che dà più fastidio ai dipendenti è la mancanza di sicurezza e in questo periodo di pandemia., i presidi come guanti e mascherine non esistono. A volte – hanno detto i dipendenti – non c’è nemmeno il sapone in bagno.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la risposta del il datore di lavoro ha dato ai dipendenti – sempre secondo quanto riferito dagli stessi: “Se avete paura di venire a lavorare, prendetevi le ferie o mettetevi in malattia”. Parole che non sono piaciute affatto ai lavoratori che chiedono maggiore sicurezza, soprattutto dopo aver saputo che un loro collega ha una sorella positiva al Coronavirus.

2 Commenti

  1. Non è ammissibile un comportamento così irresponsabile da parte delle aziende coinvolte. Le persone non sono carne da mandare al macello o persone da ricattare. Ma per noi italiani ormai qualsiasi ingiustizia che ci viene inflitta la mandiamo giù, ma a tutto c è un limite

  2. Basta fare una bella denuncia. Che tra l’altro oltre un sacrosanto diritto, in questo caso è anche un dovere!

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