Coltellate ai giudici, Cassazione: «Premeditazione, vendetta e rabbia»

Aggressione Giudici a Perugia, tre feriti, arrestato presunto accoltellatore
Foto di Luigi Bastianini

Coltellate ai giudici, Cassazione: «Premeditazione, vendetta e rabbia»

Capace di intendere e di volere. I giudici della prima sezione penale della Corte di cassazione motivano il rigetto del ricorso presentato dall’avvocato Silvia Olivieri, legale dell’albergatore di Spello, accusato di tentato omicidio nei confronti dei magistrati Francesca Altrui e Umberto Rana, accoltellati all’interno del tribunale civile il 25 settembre 2017.

La Cassazione a novembre aveva confermato la condanna a 12 anni di reclusione per l’uomo. In 19 pagine di motivazioni hanno hanno rigettato perché «inammissibile» il ricorso, cassando i dodici motivi per cui l’imputato sperava in una rideterminazione della pena.

Bersaglio del rancore dell’uomo era il giudice Altrui che per un lungo periodo aveva seguito la procedura di espropriazione dell’hotel di proprietà della sua famiglia. L’imprenditore quella mattina era entrato in tribunale portando da casa due coltelli.

Volontà dovuta a un «desiderio di vendetta» nei confronti del giudice Altrui e di «rabbia scatenata» nei confronti di Rana e della sua reazione. Il tutto con la «piena prevedibilità di un evento  letale». Da qui, la conferma dei 12 anni e la condanna pure al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili liquidate in quasi settemila euro.

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