CASO NARDUCCI, SI RIAPRE CASO

NARCUCCI FOTO MOLOPERUGIA – No al proscioglimento: secondo il pg della Cassazione va accolto il ricorso della procura contro la decisione del gup di Perugia di non luogo a procedere nei confronti di una ventina di persone per le presunte irregolarità compiute in occasione del ritrovamento del cadavere di Francesco Narducci. Si tratta del medico perugino, scomparso in circostanze misteriose e ritrovato il 13 ottobre del 1885 nel lago Trasimeno, il cui nome è collegato alle vicende del mostro di Firenze. Il pg della Cassazione, Pietro Gaeta, ha chiesto ai giudici della terza sezione penale di accogliere i ricorsi della procura e dalla vedova di Narducci, che si era costituita parte civile per i presunti depistaggi sulle cause della morte del giovane medico. E’ ancora in corso il dibattimento, con le arringhe dei difensori; la decisione è attesa in tarda serata o domani.

 

Il procedimento coinvolge a vario titolo 22 imputati, per reati che vanno dall’omissione di atti d’ufficio all’occultamento di cadavere. La procura di Perugia contesta una presunta associazione per delinquere, della quale sarebbe stato promotore il padre del medico, Ugo Narducci, per evitare che riguardo alla morte del figlio si potesse ipotizzare un omicidio collegato in qualche modo alle vicende del mostro di Firenze, escludendo ogni riferimento con le vicende del ‘mostrò. Ed il caso della morte di Narducci venne allora archiviata senza formulazione di ipotesi di reato.   Nel 2001 il pm di Perugia Giuliano Mignini ha però riaperto il caso ritenendo che Narducci fosse stato vittima di un omicidio perchè coinvolto nelle vicende del “mostro”, con presunti collegamenti ai mandanti degli omicidi avvenuti in Toscana.

La Cassazione riapre il caso sul presunto depistaggio nella morte di Francesco Naducci, il medico perugino, il cui cadavere è stato ritrovato nel 1985 nel lago Trasimeno. La 3/a sezione penale ha accolto parzialmente il ricorso della procura di Perugia e della vedova Narducci: c’é prescrizione per alcuni reati ma ha annullato con rinvio per altri capi d’imputazione la sentenza di non luogo a procedere del gup del 20 aprile 2010, nei confronti degli imputati, una ventina a vario titolo. Ora il gup dovrà riesaminare il caso. La Cassazione ha rigettato il ricorso della procura di Perugia contro il proscioglimento dall’accusa di associazione per delinquere che era stata contestata al padre di Francesco Narducci e ad altre cinque persone. Rendendo così definitiva l’assoluzione presa dal gup con la formula “perché il fatto non sussiste”. Lo ha riferito il difensore dei familiari del medico, l’avvocato Francesco Falcinelli.

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