Carcere Perugia ispettori di Nordio sul caso intercettazioni

Carcere Perugia ispettori di Nordio sul caso intercettazioni

Il ministro avvia gli accertamenti dopo le denunce a Perugia

Carcere Perugia – Il caso delle registrazioni ambientali all’interno della casa circondariale di Perugia-Capanne approda direttamente sul tavolo del Ministero della Giustizia. Il guardasigilli Carlo Nordio ha firmato il decreto che dispone l’invio immediato degli ispettori ministeriali nel capoluogo umbro. L’obiettivo della decisione è fare piena luce sulla presunta e sistematica violazione del segreto professionale che ha coinvolto numerosi legali e i loro assistiti. La disposizione governativa segue una formale segnalazione presentata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, la quale lamenta una gravissima lesione delle prerogative costituzionali legate al diritto di difesa.

Le origini della vicenda giudiziaria

I fatti contestati sono emersi pubblicamente lo scorso 21 maggio attraverso un dettagliato comunicato dei rappresentanti dei penalisti. Secondo quanto denunciato dalle Camere Penali, all’interno delle sale destinate ai colloqui della struttura carceraria perugina sarebbero state eseguite intercettazioni continuative per circa sei mesi. L’attività investigativa era originariamente autorizzata soltanto nei confronti di un singolo difensore sottoposto a indagine. Tuttavia, le apparecchiature di ascolto avrebbero registrato anche i dialoghi riservati di almeno altri quindici avvocati del tutto estranei al procedimento in corso.

La protesta e lo sciopero nazionale

Le conversazioni captate per mesi contenevano strategie processuali sensibili e informazioni strettamente coperte dal segreto professionale. Di conseguenza, invece di essere distrutti o secretati nell’immediato, questi file audio sono confluiti direttamente nella documentazione d’indagine a disposizione degli inquirenti. Per questa ragione, l’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato una settimana di astensione nazionale dalle udienze, fissata dall’8 al 12 giugno. Nel programma delle proteste è prevista inoltre una manifestazione nazionale proprio a Perugia il giorno 11 giugno. I penalisti si sono rivolti formalmente anche al Consiglio Superiore della Magistratura, chiedendo l’apertura di una pratica specifica sulla condotta degli uffici giudiziari locali.

La posizione della Procura Generale

Nelle ore successive alla denuncia dei legali, il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, si è attivato esercitando i propri poteri di vigilanza e raccogliendo i primi dati sul caso. In una nota ufficiale diffusa il 25 maggio, la Procura Generale ha precisato che, in base ai primi riscontri provvisori, non risulta alcun utilizzo all’interno dei processi di registrazioni eseguite senza la necessaria autorizzazione del giudice. Il capo degli uffici giudiziari umbri ha comunque rassicurato l’avvocatura sul fatto che, qualora venissero accertate anomalie o captazioni irrituali, si procederà immediatamente alla loro distruzione fisica come stabilito dal codice di procedura penale.

Il mandato dell’Ispettorato Generale

Nonostante le rassicurazioni della magistratura locale, l’incontro romano tra il ministro Carlo Nordio e i vertici dei penalisti ha accelerato l’intervento del potere centrale. L’Ispettorato Generale di via Arenula ha ricevuto il mandato formale di verificare la correttezza tecnica e giuridica delle operazioni di ascolto all’interno del penitenziario. Gli ispettori dovranno esaminare i registri e le modalità con cui l’ufficio del pubblico ministero ha controllato lo svolgimento delle attività d’indagine in un luogo così sensibile. Al termine delle verifiche, la delegazione ministeriale formulerà le proprie proposte e valuterà l’eventuale sussistenza di responsabilità disciplinari.

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