Caporalato, associazione a delinquere sfruttava stranieri irregolari

Caporalato, associazione a delinquere sfruttava stranieri irregolari
Manuela Comodi ph Fabrizio Troccoli

Caporalato, associazione a delinquere sfruttava stranieri irregolari

18 persone sono indagate dalla Procura della Repubblica di Perugia, sostituto procuratore Manuela Comodi, per il reato di caporalato. Si tratta di soggetti residenti tra Alto Tevere, Eugubino e lago Trasimeno. Da quanto se ne sa il pubblico ministero contesta il fatto che gli indagati avrebbero impiegato immigrati clandestini non in possesso del regolare permesso di soggiorno.

A questo si aggiunge il fatto che agli stranieri veniva riconosciuto un salario molto basso in condizioni di sicurezza sul lavoro, praticamente inesistenti. A riportarlo, oggi, è il Corriere dell’Umbria in un articolo di Francesca Marruco.

Per 9 delle 18 persone indagate, tutte straniere, il pm Comodi contesta anche l’associazione per delinquere e per queste il sostituto ha chiesto il carcere. Per il resto del gruppo, invece composto da italiani, ha chiesto gli arresti domiciliari. 

Il gip Valerio d’Andria aveva negato, riferisce il Corriere, le misure cautelari e adesso sarà il Riesame, cui il magistrato ha fatto appello, a dover decidere.

Da quanto si apprende per alcuni di loro sarebbero stati pagati tre euro a metro cubo di legna tagliata e accatastata nella boscaglia, 40 euro se si caricava un camion di legna, 60 se erano due.

Per l’accusa – scrive il Corriere – esisteva una vera e propria organizzazione che faceva arrivare in Italia, passando per la rotta balcanica, immigrati clandestini che poi venivano alloggiati in edifici di fortuna, e impiegati per datori di lavoro italiani, senza alcun tipo di contratto, completamente in nero, gestiti da un gruppo di connazionali. Nell’inchiesta ci sono parecchie intercettazioni finite agli atti. Alcuni dei maghrebini ritenuti sfruttati, sono stati ascoltati dagli investigatori. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giancarlo Viti, Giovanni Zurino, e Daniela Paccoi.

 

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