Barberini torna libero, il gip revoca gli arresti domiciliari, indizi restano

Barberini torna libero, il gip revoca gli arresti domiciliari
luca barberini

Barberini torna libero, il gip revoca gli arresti domiciliari, indizi restano

Rimane “inalterato il grave quadro indiziario” a carico dell’ex assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Barberini per il quale oggi il gip di Perugia ha revocato gli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine sui concorsi ”pilotati” all’ospedale di Perugia.

E’ quello che scrive il giudice motivando il suo provvedimento. Barberini – secondo il gip – si è limitato a «fornire una ricostruzione alternativa poco persuasiva del contenuto di una conversazione telefonica avuta con il coindagato Maurizio Valorosi» già direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera e anche lui ai domiciliari.

L’indagato, si osserva nell’ordinanza, ha documentato di avere lasciato l’incarico di assessore. Circostanza ritenuta “idonea” a mutare il quadro cautelare. In quanto avere lasciato la carica “rende assai più difficile se non improbabile la ripetizione dei medesimi delitti nell’ambito del settore sanitario”.

Oggi gli interrogatori di garanzia dei personaggi di spicco della vita istituzionale e politica dell’Umbria. Gianpiero Bocci, Maurizio Valorosi e Luca Barberini nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità. Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Luca Barberini avrebbe fornito una deposizione piuttosto dettagliata.

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«Il dottor Luca Barberini, in ragione della ritrovata serenità dovuta alla cessazione della misura, avrà tempo e modo per dimostrare la sua piena estraneità ai fatti, peraltro già implicitamente ridimensionati nello stesso provvedimento di revoca». Commentano così la revoca degli arresti domiciliari per l’ex assessore alla Sanità della Regione
Umbria i suoi legali David Brunelli a Chiara Peparello.

«Barberini – aggiungono – ha rivendicato l’assoluta correttezza del suo operato come assessore alla Sanità, pari solo alla totale passione e dedizione con cui ha svolto le sue funzioni. E’  fermamente convinto – concludono i legali – di non avere mai tradito in nessuna occasione la fiducia che i cittadini umbri hanno riposto in lui».

L’ex assessore alla sanità, Luca Barberini, si è difeso sottolineando di «non avere mai raccomandato alcun candidato o influito in alcun modo sui concorsi dell’ospedale di Perugia. Ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm – ha detto l’avvocato Brunelli – e ha spiegato diffusamente come sia estraneo a tutti i fatti che gli sono contestati. In particolare ha dato una spiegazione molto convincente dell’unica telefonata intercettata che lo ha riguardato direttamente ed in particolare la graduatoria per infermieri, nulla a che vedere con la vicenda di cui ci stiamo occupati. Sul contenuto Barberini è particolarmente tranquillo». Barberini ha poi chiarito spiegando che «non ha mai avuto nessuna indicazione dalla ex presidente Marini, non ha mai influito in nessuna nomina che riguardi, primari o altre categorie in ospedale. Io sono molto soddisfatto delle risposte che ha dato, molto convincenti».

Nell” indagine sui presunti concorsi ” pilotati” da esponenti del Pd all” ospedale di Perugia torna libero l” ex assessore alla Sanità della Regione Umbria, Luca Barberini. Il gip ha infatti revocato per lui gli arresti domiciliari dopo l” interrogatorio di garanzia (è stato l” unico dei principali indagati a rispondere) ma ha sottolineato che “rimane inalterato il grave quadro indiziario a suo carico”.

Parlando, anzi, di una “ricostruzione alternativa poco persuasiva” in relazione una conversazione al centro del fascicolo, relativa alla procedura per l” assunzione di infermieri.

“Oggi ho avuto modo di chiarire la mia posizione e sono certo che verrà presto accertata la mia totale estraneità ai fatti” il commento di Barberini. “Mi preme ribadire ai cittadini – ha aggiunto – che la sanità umbra funziona bene e continuerà a funzionare bene, vanta strutture e professionisti di grande qualità ed è riconosciuta come riferimento in Italia per la qualità e l” efficienza dei servizi”.

Nell” interrogatorio di garanzia l” ex assessore ha cercato di spiegare una telefonata intercettata, “l” unica” secondo il suo difensore, l” avvocato David Brunelli, sostenendo che non si sarebbe fatto riferimento a un concorso per infermieri, come ritiene l” accusa, ma al tema della stabilizzazione del personale sanitario. Una versione che però non ha convinto il gip per il quale “il giorno dopo, in due diverse conversazioni, l” interlocutore Maurizio Valorosi (già direttore amministrativo dell” Azienda ospedaliera – ndr) rende un” interpretazione autentica di quella conversazione chiarendo, senza ombra di dubbio, che Barberini aveva mostrato interesse per la procedura di selezione del personale infermieristico.

Nell” ordinanza si sostiene quindi che le dichiarazioni “non sono idonee a modificare il quadro indiziario, in quanto non riescono a dare una lettura alternativa rispetto a quella prospettata nell” ordinanza di custodia cautelare”, evidenziando i “numerosi e chiari dialoghi” tra Valorosi e l” ex direttore generale Emilio Duca nei quali compaiono “ripetuti riferimenti all” interesse del Barberini per alcuni dei candidati delle diverse procedure in considerazione” e si fa riferimento alla “consegna delle tracce”.

Secondo il giudice, comunque, le dimissioni di Barberini da assessore sono “circostanza idonea a mutare il quadro cautelare” in quanto rendono “assai più difficile se non improbabile la ripetizione dei medesimi delitti nell” ambito del settore sanitario”. Di qui la decisione di rimetterlo in libertà.

Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere su consiglio dei suoi difensori, gli avvocati Brunelli e Alessandro Diddi, l” ex segretario umbro del Pd Gianpiero Bocci, anche lui ai domiciliari. “Abbiamo dovuto amaramente constatare – hanno sostenuto i legali – che l” autorità giudiziaria ha contestato gravi reati, nonostante non è stato captato alcun intervento diretto del nostro assistito a condizionare il risultato dei concorsi pubblici e neanche un solo contatto con alcuno degli altri protagonisti delle vicende. Certi della sua assoluta estraneità ai fatti abbiamo deciso di riservare al tribunale del riesame le difese”.

“Siamo convinti – hanno sottolineato gli avvocati Brunelli e Diddi (Riferisce l’Agenzia Nazionale di Stampa Associata C.Sebastiani) – che la Procura, qualora avesse convocato Bocci prima della richiesta di misura cautelare per fargli spiegare talune circostanze dirimenti, avrebbe avuto una visione diversa dell” accaduto, che, peraltro, già un” attenta lettura degli atti avrebbe consentito di far emergere. In tal modo si sarebbe evitato il gravissimo danno d” immagine e il dolore a tutta la famiglia che questa vicenda ha inevitabilmente arrecato”.

Rassegna stampa

1 Commento

  1. Ringraziamo ancora una volta un GIP di parte ( che mi garberebbe sapere come è arrivato a fare il GIP ) malgrado intercettazioni e filmati che provano inequivocabilmente la colpevolezza dell’assessore incriminato. Con questa revoca dell’arresto qual’è il messaggio che questo GIP vuole dare ?

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