Il cantiere umbro finisce sotto la lente della magistratura
L’autorità nazionale anticorruzione ha ufficialmente acceso i riflettori sulla gestione dei lavori per la realizzazione del nuovo Palazzo dello Sport di Spoleto. L’intervento di vigilanza scaturisce da un’articolata attività di monitoraggio condotta dalla Guardia di Finanza, focalizzata sulla verifica della regolarità negli appalti finanziati con i fondi del Pnrr. Al centro dell’indagine tecnica figurano due sostanziali varianti al piano originario che hanno modificato profondamente l’assetto economico dell’opera.
Le difformità progettuali riscontrate dalle Fiamme Gialle
L’indagine ha preso il via nei primi mesi dello scorso anno, quando i militari hanno acquisito la documentazione amministrativa presso gli uffici del Comune di Spoleto. Dall’analisi dei faldoni è emersa una discrepanza significativa tra le previsioni iniziali e l’andamento effettivo del cantiere in via Martiri della Resistenza. Le criticità principali riguardano un incremento della capienza complessiva della struttura e un aggiornamento radicale dell’impiantistica di servizio.
Tali modifiche hanno generato un immediato aggravio finanziario stimato in circa 1,6 milioni di euro. Secondo l’ipotesi investigativa, queste variazioni potrebbero configurare una carenza nella fase di progettazione preliminare e, di conseguenza, una possibile violazione delle norme che regolano la modifica dei contratti pubblici durante il periodo di efficacia.
Il balzo dei costi e l’accensione del mutuo comunale
Il quadro economico complessivo ha subito un’impennata notevole, passando dai 5,5 milioni di euro stanziati in prima battuta a una spesa totale che tocca quota 7,5 milioni di euro. Per coprire il disavanzo generato dalle varianti, l’amministrazione comunale di Spoleto è stata costretta a ricorrere all’accensione di un mutuo da 2 milioni di euro. Questa scelta finanziaria ha attirato l’attenzione degli organi di controllo, intenzionati a verificare se il ricorso al credito fosse evitabile attraverso una programmazione più rigorosa.
Il procedimento di vigilanza, formalizzato circa due mesi fa, mira a stabilire se le procedure seguite per l’integrazione dei fondi rispettino pienamente il Codice degli Appalti. La segnalazione dei finanzieri ha dunque trasformato un normale controllo di routine in un caso amministrativo di rilievo nazionale, data la natura dei fondi coinvolti.
La strategia difensiva e le rassicurazioni dell’ente
Di fronte alla richiesta di chiarimenti sollevata dai consiglieri di minoranza, il Comune ha diramato una nota ufficiale per tranquillizzare la cittadinanza e gli organi competenti. L’ente ha confermato la massima collaborazione con l’autorità, sottolineando la legittimità del proprio operato. Per affrontare le complessità giuridiche del caso e rispondere puntualmente ai rilievi dell’Anticorruzione, l’amministrazione ha deciso di affidarsi al supporto legale di un prestigioso studio associato, esperto in materia di contrattualistica pubblica.
La difesa si concentrerà sulla necessità tecnica delle varianti, ritenute indispensabili per consegnare alla città una struttura moderna e rispondente agli standard attuali. Nel frattempo, il cantiere prosegue sotto stretta osservazione, mentre si attende l’esito definitivo dell’istruttoria avviata dall’autorità di vigilanza.

Commenta per primo