Nove proposte alla Regione per rilanciare città e borghi
Confcommercio Umbria e ANCI Umbria hanno sottoscritto a Perugia un avviso comune che segna una nuova tappa nel percorso di collaborazione avviato dieci anni fa. Al centro del documento la volontà di affrontare con strumenti concreti la crisi dei centri urbani e dei borghi, colpiti da una progressiva perdita di attività commerciali e servizi di prossimità.
Secondo i dati dell’Ufficio Studi Confcommercio, negli ultimi dodici anni l’Italia ha visto scomparire oltre 140 mila imprese, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini. In Umbria la situazione appare ancora più critica: la densità commerciale a Perugia e Terni è in costante calo e la regione registra una delle percentuali più alte di negozi sfitti, oltre 2.100, pari al 20,4% del totale.
Il documento firmato dalle due organizzazioni richiama la necessità di una rigenerazione urbana integrata, capace di coniugare servizi pubblici e privati. Un negozio che chiude, sottolineano, non rappresenta solo la perdita di un’attività economica, ma la scomparsa di un presidio sociale e di un punto di riferimento per la comunità.
La proposta si articola attorno ai Distretti del commercio, individuati come strumento operativo per coordinare Comuni e imprese su marketing territoriale, sicurezza urbana, animazione dei centri storici e innovazione. Confcommercio e ANCI chiedono alla Regione di investire risorse e competenze per rafforzarne il ruolo.
Nove le linee di intervento avanzate: dalla creazione di una task force regionale alla formazione dei tecnici comunali, dalla revisione delle norme sui centri storici a misure fiscali per sostenere il commercio di prossimità, fino all’istituzione di un Osservatorio regionale e al consolidamento dei Distretti.
I presidenti Giorgio Mencaroni e Federico Gori hanno ribadito che la rigenerazione non può ridursi a interventi sporadici, ma deve diventare una politica stabile e condivisa, capace di contrastare spopolamento e desertificazione urbana. Per questo è stato chiesto alla Regione un incontro dedicato, con l’obiettivo di trasformare le proposte in azioni concrete.
L’intento è chiaro: costruire un’Umbria più attrattiva e inclusiva, dove i servizi di prossimità diventino la spina dorsale di città e borghi, garantendo sicurezza, vivibilità e futuro alle comunità locali.

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