Cinema al Parco: La Donna Elettrica, un’Anticommedia Contemporanea a Perugia

Proiezione gratuita nel contesto della rassegna "Cibo per la Mente"

Cinema al Parco: La Donna Elettrica, anti commedia contemporanea a Perugia

Cinema al Parco: La Donna Elettrica, anti commedia contemporanea a Perugia

Cinema al Parco – Venerdì 23 giugno, in via Birago, arriva al parco l’anticommedia contemporanea “La Donna Elettrica” nell’ambito della rassegna cinematografica promossa da MenteGlocale, in collaborazione con C.A.P. 06124 – Aps e una vasta rete di associazioni umbre. Questa rassegna fa parte del progetto “Cibo per la Mente: reti integrative solidali di comunità per l’inclusione e l’economia rurale circolare“, coordinato dall’Associazione RealMente.

Il film, che sarà proiettato gratuitamente, è “La Donna Elettrica” (2018), diretto da Benedikt Erlingsson. Questa piccola anticommedia della contemporaneità offre uno sguardo salutare e piacevole sulla realtà, utilizzando il linguaggio del cinema per condividere un messaggio al mondo. La trama ruota attorno a Halla, una donna single di mezza età che, oltre a dirigere un coro, è anche un’ecoterrorista che combatte contro le multinazionali siderurgiche che minacciano il suo amato paesaggio islandese. Il film offre uno stile narrativo originale, miscelando commedia e azione, e trasmette un senso di leggerezza e autenticità.

La serata di proiezione, cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Umbria, si terrà nel parco tra i palazzi di via Birago, a Perugia. Questo evento fa parte di una serie di 15 incontri che si svolgeranno durante l’estate, sia a Perugia che a Terni, in spazi aperti accessibili a tutti i cittadini. I prossimi appuntamenti a Perugia sono previsti per il 1° e 2 luglio, nel parco Chico Mendes.

La rassegna “Cibo per la Mente” è un progetto multi-attore e intersettoriale che coinvolge 6 associazioni di promozione sociale e una fondazione ONLUS del territorio umbro. L’obiettivo generale del progetto è promuovere l’inclusione sociale attraverso il recupero delle eccedenze alimentari e lo sviluppo di filiere corte, mettendo al centro dei percorsi di azione i beneficiari vulnerabili in modo attivo e partecipato.

Questa serata di cinema all’aperto offre l’opportunità di godere di un’esperienza cinematografica unica, sensibilizzando al contempo sulle tematiche dell’economia circolare e dell’inclusione sociale.


Halla è una donna single di circa cinquant’anni che dirige un piccolo coro nella verde ed educata Islanda. La sua esistenza quotidiana e insospettabile nasconde un segreto: Halla è infatti anche l’ecoterrorista a cui il governo e la stampa danno la caccia da mesi, per i ripetuti sabotaggi che ha compiuto contro le multinazionali siderurgiche che stanno attentando alla sua splendida terra. Halla, insomma, non resta in casa a farsi bombardare dalle notizie e dalle immagini catastrofiche che arrivano dalla televisione, esce, agisce e punta in alto, a salvare il mondo. Punta letteralmente in alto, scagliando le sue frecce contro l’industria nazionale per cercare di fare breccia nelle coscienze di politici e conterranei.

È una supereroina, e il suo superproblema è una bambina ucraina, di nome Nika, di cui ancora non sa niente, se non che potrebbe cambiarle la vita, e che la sua sola esistenza comporta una grande responsabilità.

Benedikt Erlingsson voleva fare un feel good movie su una minaccia planetaria e c’è riuscito, azzeccando un tono altro, né action né classica commedia, com’è altro il paesaggio geografico e sociale islandese rispetto al resto del globo. Un registro fatto di paradossi, il più visivo dei quali è la corsa della protagonista per nascondersi dal drone nel nulla degli sterminati spazi aperti dell’isola, come dentro una novella esistenzialista o un film di Hitchcock, o ancora il travestimento con la pelle di pecora, che riporta ad una dimensione mitica, di animalità come forza e di antica, vichinga collaborazione tra uomo e natura, oggi costantemente negata.

Erlingsson scrive e dirige una storia tutta al femminile, nella quale il fisico e l’intensità espressiva di Hallora Geirharðsdóttir sono protagoniste assolute, addirittura raddoppiate dall’espediente narrativo della gemella di Halla, interpretata dalla stessa attrice. Ma la questione femminile è anche interna al racconto, nel richiamo della maternità, nelle metafore del ventre della terra, nel patto che lega le due sorelle e anche nella solitudine dell’impegno della protagonista, che però arriva allo spettatore in forma divertente e sentimentale, tra cellulari nascosti nel freezer, cugini di campagna, automobili dai colori improbabili e accanimento delle istituzioni e del destino contro un povero turista sudamericano.

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