Crisi delle acque interne: serve un piano pubblico

Crisi delle acque interne: serve un piano pubblico
ph. pixabay

Sinistra Italiana: tutelare ambiente e comunità locali

La Federazione di Perugia di Sinistra Italiana lancia un appello urgente sulla crisi delle acque interne in Valtiberina, denunciando la mancanza di interventi istituzionali a tutela della biodiversità e dei beni comuni. Un territorio fragile, segnato da bracconaggio, inquinamento, reti illegali, e dall’assenza di un controllo efficace da parte delle autorità.

A pochi giorni dalla scoperta di un chilometro di reti da pesca illegali nel lago di Montedoglio, grazie alla segnalazione di pescatori sportivi e cittadini attivi, si aggiunge la situazione allarmante del tratto “No Kill” del Tevere, un tempo simbolo di turismo sostenibile con oltre 2.000 presenze annue, oggi in forte declino ecologico ed economico.

«Un doveroso plauso va a chi, con impegno volontario, difende il territorio – si legge in una nota – ma non si può pretendere che la società civile supplisca alle carenze strutturali delle istituzioni. La scomparsa delle trote autoctone, l’espansione della fauna predatoria, il bracconaggio sistemico e gli scarichi non controllati sono i sintomi di un sistema che rischia il collasso».

Sinistra Italiana chiede con forza l’attivazione di un piano pubblico strutturale, finanziato e partecipato, per affrontare l’emergenza ambientale e restituire valore e dignità al territorio. Propone inoltre l’istituzione di un tavolo di confronto tra enti pubblici e associazioni locali per coordinare le azioni.

«La tutela ambientale – concludono – non può dipendere dalla buona volontà dei cittadini. Deve diventare una priorità pubblica, con politiche chiare, risorse adeguate e un coinvolgimento democratico reale». Sinistra Italiana si impegna a portare questa battaglia in tutte le sedi istituzionali, al fianco di chi ogni giorno difende i territori.

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