Tutta l’Umbria una mostra 130 opere alla Galleria nazionale dell’Umbria

le opere dei più grandi autori,  Arnolfo di Cambio, Gentile da Fabriano, Niccolò di Liberatore, Benozzo Gozzoli, Pintoricchio e Perugino da Stella Carnevali

Tutta l’Umbria una mostra 130 opere alla Galleria nazionale dell’Umbria

da Stella Carnevali
PERUGIA –
Tutta l’Umbria una mostra” . Si inaugura domenica 10 alla Galleria nazionale dell’Umbria in corso Vannucci a Perugia Resterà aperta fino al 10 giugno 2018. Un titolo cover per evidenziare che le grandi mostre regionali non appartengono solo al terzo millennio. Quella del 1907 aveva infatti lo stesso titolo e poneva al centro l’arte umbra tra Medioevo e Rinascimento. 130 le opere dei più grandi autori dell’epoca:  Arnolfo di Cambio, Gentile da Fabriano, Niccolò di Liberatore, Benozzo Gozzoli, Pintoricchio e Perugino, la sorprendente ricchezza di forme d’arte che fiorirono in Umbria tra Medioevo e Rinascimento.

stella carnevali

L’occasione l’ha fornita la Galleria nazionale dell’Umbria che compie 100 anni.E’ infatti, uno dei più importanti musei d’Italia fondato il 17 gennaio 1918. Un museo che vanta una straordinaria collezione di capolavori di artisti come Duccio, Beato Angelico, Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino e Pietro da Cortona. Ma è soltanto l’inizio, la prima esposizione a cui seguiranno, negli anni successivi, altre iniziative.

“Si consideri, (nel 1907) che nel Palazzo dei Priori di Perugia, già divenuto sede della Pinacoteca civica debitamente adattata ad ospitare l’evento, secondo un coerente e moderno allestimento museografico, vennero esposte poco meno di mille opere, tra cui centosettanta dipinti (escluse le opere della Pinacoteca), più di trenta sculture e arredi lignei e in pietra, un centinaio di manufatti di oreficeria, trecento oggetti tra paramenti sacri, tessuti e merletti antichi, centosessanta codici miniati e circa cinquecento ceramiche. Inaugurata a Perugia il 29 aprile alla presenza del re Vittorio Emanuele III, l’esposizione registrò un successo clamoroso sia per il numero di presenze, sia dal punto di vista commerciale: alla chiusura, il 16 novembre, i visitatori erano stati 30.000, con 70.000 lire di incasso di cui 6.000 di attivo.”

Rappresenta anche un’occasione per rimettere i puntini sulle i nei confronti di chi ha per insufficiente conoscenza, o insufficiente competenza, continuato, per esempio nel caso di Raffaello di Sanzio, di Urbino, Firenze e Roma.

Con Perugia e l’Umbria che appare sullo sfondo come un paesaggio sbiadito. Nella cultura di massa lo stesso Pintoricchio era poco conosciuto, grazie al Vasari che l’aveva liquidato come “decoratore a metraggio”.  Un po’ quello che succederà a Caravaggio che solo nella prima metà del Novecento tornerà con la forza delle sue opere, a vivere grazie a Longhi. Questa iniziativa, come quella del 1907, rimetta in fila atti e fatti, talvolta volutamente trascurati. Con questa mostra, di fronte alle opere e alla ricchezza delle forme d’arte in Umbria. si colmeranno alcune importanti lacune.

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