Todi Festival 2020, un’edizione ridotta, ma molto gustosa

 
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Todi Festival 2020, un’edizione ridotta, ma molto gustosa

È stato presentato questa mattina, presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia, il programma della XXXIV edizione di Todi Festival, kermesse di teatro, musica e arti visive, fondata nel 1987 da Silvano Spada, che si svolgerà dal 3 al 6 Settembre 2020.

Uno dei principali appuntamenti culturali in Umbria e in Italia a presentare il quale, insieme alla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei e al Sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, c’erano il Direttore Artistico di Todi Festival 2020, Eugenio Guarducci, il Direttore Generale di Todi Festival 2020, Daniela De Paolis e Lorenzo Lavia, regista e protagonista, insieme a Lodo Guenzi, dello spettacolo inaugurale. Con loro, l’artista Roberto Bernardi, autore insieme a Raphaella Spence, del manifesto di Todi Festival 2020.

Confermata dunque, per il quinto anno consecutivo, la direzione artistica di Eugenio Guarducci e l’organizzazione in capo all’Agenzia Sedicieventi, grazie al successo delle ultime quattro edizioni. E se Todi Festival si terrà quest’anno con un format ridotto a quattro giornate, rimane ben salda la volontà dell’evento di coltivare progetti innovativi che siano di stimolo per l’intero settore delle arti performative.

Mi fa estremamente piacere – dichiara Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria – che gli organizzatori del Todi Festival, con i quali mi congratulo per la decisione, nonostante le complessità del momento abbiano scelto di non annullare l’evento 2020. Anche se con un programma rivisto e ridotto, quello che viene lanciato, così come accaduto da parte di altre manifestazioni umbre, è un importante segnale che dimostra la voglia di non rassegnarsi davanti le difficoltà. Questo, più che mai, è un periodo in cui dobbiamo avere la capacità di fare squadra, di non arrenderci e di sapere gestire le situazioni per quanto complicate siano. Un segnale per gli umbri, ma anche un segnale

che parte proprio dagli umbri e che diventa attrattivo anche per i turisti che vorranno venire nella nostra regione dove troveranno una terra pronta ad accoglierli e ad offrire bellezze paesaggistiche e architettoniche, eventi culturali di alto livello e bontà enogastronomiche. In questo quadro la presenza del Todi Festival è un tassello fondamentale che accogliamo con grande piacere”.

Ci siamo a lungo interrogati – afferma Antonino Ruggiano, Sindaco di Todi – se rinunciare all’appuntamento del Festival, visto l’inizio anno che abbiamo trascorso e i problemi legati alla pandemia. Con la Regione e la Direzione artistica, tuttavia, abbiamo deciso di scommettere sulla continuità di una tradizione che vede Todifestival protagonista da trentaquattro edizioni, della storia del teatro e della cultura italiana ed internazionale. La decisione di investire in una edizione ridotta, che peraltro accomuna Todifestival agli altri grandi appuntamenti regionali come Umbria Jazz e Festival di Spoleto, ha un duplice sapore. Da un lato, la manifestazione di una città che produce cultura e che non si arrende. Dall’altro, l’ambizione di vedere, anche nella prossima stagione, i teatri italiani che ospitano le nostre produzioni. Todifestival c’è, Todi e l’Umbria ci sono, con l’idea di fare della cultura il volano della nostra rinascita. Grazie, ancora una volta, ad Eugenio Guarducci ed al suo staff, con il pensiero rivolto ad una coppia di grandi artisti internazionali, Roberto Bernardi e Raphaella Spence, che avremo l’onore di ospitare in una mostra straordinaria e che ci hanno regalato la copertina del Festival”.

Un Festival che ha sempre rivendicato dinamismo, novità e freschezza e che conferma e rafforza il suo indirizzo verso opere ineditedebutti nazionali ed esclusive regionali con la contaminazione tra generi quali teatro, musica, letteratura e arte contemporanea. Proponendo, tra gli altri, spettacoli e incontri concepiti appositamente per determinati contenitori culturali cittadini.

Sempre nell’intento di costruire un’offerta quanto più ampia e variegata, Todi Festival anche quest’anno non prevede repliche di spettacoli, presentando ogni giorno un programma diverso.

Todi Festival quest’anno – dichiara il Direttore Artistico Eugenio Guarducci – è stato pensato per lasciare al palato degli spettatori quel gusto fresco, genuinamente ruffiano e avvolgente tipico di un lecca lecca. Si potrà far sciogliere in bocca lentamente o mordicchiarlo in piccoli assaggi. In entrambi i casi, alla fine, rimarrà una certezza: il bastoncino. Insomma, una sorta di bellissimo e meritato premio di Consolazione dopo un periodo molto complicato anche per la cultura e per tutti i suoi protagonisti“.

Freschezza, novità e un dialogo costante tra passato e futuro, che si ritrovano perfettamente rappresentate nel Manifesto di quest’anno.

L’edizione 2020 ha infatti affidato la sua immagine all’opera creata da Roberto Bernardi e Raphaella Spence, confermando la tradizione di consegnare a celebri artisti contemporanei l’immagine dell’evento. In omaggio ai due artisti, il Comune di Todi ha programmato una mostra che sarà allestita nella suggestiva Sala delle Pietre, situata al primo piano del Palazzo del Popolo. L’esposizione verrà inaugurata nel corso della prima giornata del Festival.

Per noi è un grande onore – affermano Roberto Bernardi Raphaella Spence – essere stati invitati a realizzare l’opera per il manifesto del Todi Festival 2020. Quest’opera, dipinta a quattro mani, è una combinazione dei nostri soggetti artistici dipinti in maniera iperreale. La vocazione dell’arte iperreale è quella di non raccontare bugie e di descrivere in maniera franca e schietta la realtà che ci circonda.  La nostra opera avvolta nel cellophane gioca sul significato, attualissimo, di protezione dai pericoli, ma ci porta anche in un mondo pop di riflessi, trasparenze e colori dove un gioiello del Rinascimento come la chiesa di Santa Maria della Consolazione a Todi sembra vivere in perfetta simbiosi con un mondo contemporaneo che forse, specialmente fra le nuove generazioni, troppo spesso si scorda del passato a favore delle futili mode del momento”. 



 

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