Perugia, Spello, Città della Pieve: cultura, giovani, comunità
Oggi, giovedì 11 settembre 2025, nel Salone d’Onore della Regione Umbria, Fontemaggiore ‒ Centro di Produzione Teatrale, ha ufficialmente presentato il progetto artistico per la stagione 2025‑2026, che coinvolge i teatri dell’Umbria come viene riportato dal comunicato stampa di Fontemaggiore. Dal Teatro Brecht di Perugia, il Teatro Subasio di Spello e il Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, l’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali, direttive artistiche e i cittadini interessati alla vivacità culturale territoriale.
Tra i presenti alla conferenza stampa: Luigi Proietti, presidente di Fontemaggiore; Beatrice Ripoli, direttrice artistica; Marco Lucci, regista, attore e burattinaio che affiancherà la direzione artistica. Per il Comune di Perugia sono intervenuti l’assessore Fabrizio Croce, delegato allo spettacolo dal vivo, al turismo, alla creatività urbana e ai rapporti culturali; rappresentanti istituzionali da Spello e Città della Pieve; e Tommasi Bori, Vicepresidente e Assessore ai Beni e Attività Culturali della Regione Umbria.
Fontemaggiore ha illustrato il palinsesto “Percorsi di Stagione 2025” che prenderà il via al Teatro Brecht di Perugia dal 18 al 21 settembre: quattro giorni intensi che uniscono spettacoli, tavole rotonde, formazione. L’intento è creare un momento di incontro tra istituzioni, artisti, insegnanti, associazioni sociali e culturali per attivare sinergie e dare vita a una programmazione condivisa e strutturata, capace di confrontarsi con le migliori esperienze nazionali.
Accanto a Percorsi di Stagione, Fontemaggiore proporrà anche le stagioni dedicate alle giovani generazioni: Uno Spettacolo di Famiglia 2025/2026 e Teatro di Classe 2025/2026, destinate rispettivamente alle famiglie e alle scuole di ogni ordine e grado. Queste attività prenderanno il via a ottobre 2025 nei tre teatri coinvolti: Brecht, Subasio, Avvaloranti.
In parallelo, è confermata la stagione serale “La Bella Stagione”, con spettacoli contemporanei al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve e al Teatro Subasio di Spello. Scelte che dimostrano come l’offerta culturale non sia solo numerosa ma anche diversificata, capace di parlare a pubblici distinti, dal bambino alla famiglia, dal cittadino attivo all’appassionato di teatro d’avanguardia.
L’assessore Fabrizio Croce ha sottolineato il valore del Teatro Brecht non solo come luogo artistico ma come spazio di comunità, connettivo, luogo che “rompe barriere”. Croce ha auspicato che il Brecht diventi un centro socio‑culturale evoluto, non confinato al teatro ma integrato con biblioteca e associazioni, capace di svolgere una funzione sociale e culturale più ampia, specialmente nella seconda circoscrizione di Perugia, zona decisiva per la città.
David Pieroni, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Spello, ha rimarcato l’importanza di portare il teatro nei luoghi marginali, facendo sì che Cultura sia accessibile a tutti, lontano da quella distanza percepita nelle periferie. Moreno Landrini, sindaco di Spello, ha ripercorso la storia della regione Umbria, ricordando la legge che nei decenni passati ha finanziato e permesso il restauro e la rinascita dei teatri minori, tra cui il Teatro Subasio.
Anche Città della Pieve, tramite l’assessore Luca Marchegiani, ha riaffermato il ruolo dei teatri come presidi culturali e sociali da tutelare, mentre il sindaco Fausto Risini ha sottolineato quanto sia essenziale coinvolgere le giovani generazioni nelle attività artistiche e culturali, offrendo loro spazi reali di partecipazione.
Tommasi Bori, Vicepresidente e Assessore regionale, ha rappresentato la Regione Umbria come soggetto promotore della cultura diffusa. “Fontemaggiore è luogo di creazione e ispirazione”, ha detto, evidenziando l’attenzione verso giovani, educazione, fragilità sociali e marginalità. Ha anche anticipato che entro fine settembre sarà presentato un nuovo Testo Unico della Cultura Creativa, più ampio nel perimetro e nei contenuti, accompagnato da un raddoppio dei fondi destinati alla cultura. L’impegno non è solo finanziario: la Regione intende che la cultura diventi parte integrante delle politiche pubbliche, presente in tutti i quartieri, anche quelli ritenuti periferici ma che sentono forte la chiamata dell’arte come strumento di coesione. Le ricadute positive della cultura, secondo Bori, toccano non solo la bellezza e l’apprendimento, ma anche l’economia locale, il lavoro, il senso di appartenenza collettiva.
La stagione 2025‑26 di Fontemaggiore si pone dunque multipli obiettivi: fare teatro che parla al presente, valorizzare il territorio, rendere il linguaggio artistico accessibile, integrare il sociale, dare voce ai giovani, mettere al centro le comunità. Non spettacoli isolati ma progettualità che durano, che costruiscono reti, che coinvolgono scuole, associazioni, cittadini.
“Non basta portare solo attori sul palco”, ha commentato Ripoli, direttrice artistica, “ma vogliamo che ogni spettacolo accenda un dialogo, una riflessione, una partecipazione vera”. Per Marco Lucci, artista versatile che affianca la direzione, questa stagione è occasione per esplorare forme non convenzionali, mescolare arti visive, musica, parola, comunità.
In Umbria, grazie all’azione di Fontemaggiore un passo importante viene compiuto: far del teatro non un lusso culturale, ma un presidio sociale, educativo, creativo.

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