Incontro a Ponte San Giovanni, confronto acceso su traffico e soluzioni
Ponte San Giovani, 16 dicembre 2025 – Il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” ha incontrato il gruppo consiliare del Partito Democratico di Perugia, insieme al segretario comunale Stefano Moretti, per affrontare il tema del traffico e delle infrastrutture nell’area più congestionata della città. Presenti il capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo e i consiglieri Federico Balducci, Marko Hromis, Silvia Pannacci, Francesca Pasquino, Nicolò Ragni ed Elena Ranfa. La delegazione del comitato era guidata dal presidente Luigi Ercolani, affiancato da Giuliano Palmerini, Sergio Palazzetti e altri rappresentanti.
Il presidente Ercolani ha aperto i lavori sottolineando l’obiettivo del comitato: mantenere alta l’attenzione della politica sul fenomeno del sovraffollamento veicolare che grava sul tratto di E45 tra Collestrada e Balanzano, con epicentro a Ponte San Giovanni. Ha ricordato come la recente approvazione del progetto per il raddoppio delle rampe dello svincolo E45-RA06 non possa rappresentare la soluzione definitiva. I cittadini continuano a vivere problemi legati a inquinamento atmosferico e acustico, invasione dei centri abitati da traffico parassita, incidentalità e carenze di sicurezza. Gli interventi successivi hanno ripercorso una vicenda che si trascina da oltre trent’anni. L’apertura di nuovi tratti stradali ha progressivamente aggravato la situazione, con rallentamenti e blocchi frequenti dovuti a incidenti o al numero eccessivo di veicoli rispetto alla capacità della sede stradale. È stato ricordato anche il fenomeno del traffico deviato sulle strade interne, che compromette salute e vivibilità dei residenti.
Il comitato ha chiesto al PD un atto di responsabilità per sostenere con decisione la realizzazione di una tangenziale capace di aggirare Perugia da est a ovest, collegando Collestrada al raccordo autostradale di Corciano. Si tratta del cosiddetto “Nodo di Perugia”, di cui il primo stralcio, il “Nodino”, è già pronto e approvato.
Il capogruppo Zurlo ha riconosciuto la gravità dei problemi, ribadendo che il Comune ha deliberato uno studio sul traffico per individuare soluzioni compatibili. Ha chiarito che il raddoppio delle rampe non può sostituire il Nodo, ma solo integrarlo.
Il consigliere Hromis ha definito Ponte San Giovanni “un inferno” e ha ricordato la posizione ufficiale del Comune, sancita nel giugno 2022 con voto unanime: la tangenziale è indispensabile. La Regione, con la presidente Proietti e l’assessore De Rebotti, ha già chiesto al Ministero delle Infrastrutture i finanziamenti necessari.
Balducci ha insistito sulla necessità di un accordo di programma tra Stato e Regione per garantire risorse adeguate. Ha inoltre richiamato altri interventi previsti nel PUMS, come la Strada del Pantano, una galleria passante da nord e la viabilità della zona Colonnetta.
Il segretario Moretti ha chiuso l’incontro accogliendo la proposta di ulteriori confronti. Ha sottolineato che le infrastrutture richiedono una visione di lungo periodo e che l’area perugina va inserita in una prospettiva nazionale. Ha garantito l’impegno del PD a tutti i livelli istituzionali, ribadendo che il Nodo di Perugia è un’opera strategica per la città e per l’Italia centrale.
Il dibattito, come riporta il comunicato del Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” ha messo in luce la tensione tra esigenze locali e decisioni nazionali. I cittadini chiedono soluzioni rapide, mentre la politica deve bilanciare tempi, costi e sostenibilità. Il Nodo di Perugia appare come l’unica risposta strutturale, ma la sua realizzazione dipende da finanziamenti e volontà politica.
La vicenda del traffico a Ponte San Giovanni diventa così simbolo di una sfida più ampia: la capacità delle istituzioni di dare risposte concrete a problemi che incidono sulla vita quotidiana. La tangenziale, il Nodo e il Nodino non sono solo opere ingegneristiche, ma scelte politiche che definiranno il futuro della mobilità in Umbria. Il comitato ha ribadito che non si accontenterà di soluzioni parziali e continuerà a vigilare. Il PD ha assicurato impegno e disponibilità al dialogo. Resta ora da capire se le promesse si tradurranno in atti concreti e se il Nodo di Perugia diventerà finalmente realtà.

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