Simone Cristicchi, un cantante che compone con ciò che vede, non fugge

 
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Simone Cristicchi, un cantante che compone con ciò che vede, non fugge

da Stella Carnevali

Todi Festival 2019. Gran finale al teatro comunale con  Simone Cristicchi, Abbi cura di me Tour inSold out.

Il mormorio della platea che pian piano si riempie. Qualcuno ancora usa l’abito da gran sera.  I più sono vestiti normali. Sotto il palco i primi vip in piedi a salutarsi.

Arriva il sindaco, bacia ed abbraccia tutti, alla Catiuscia Marini porge la mano.

Luci spente, si comincia.

Cristicchi canta anche la canzone che gli ha permesso di essere notato, una specie di help, Vorrei cantare come Biagio Antonacci, non rinnega niente.

Tutte le sue composizioni sono dedicate agli ultimi, a chi è debole, a chi viene lasciato morire in mare, a chi non ce la fa.

Cucite dentro il rimprovero alla indifferenza contemporanea, monade che imprigiona e rende infelici.

Il pubblico le canta, le conosce, a cominciare dal sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, che si alza in piedi dal palco per cantare, mentre accenna con la mani e con il corpo il ritmo.

Studentessa universitaria, Angelo custode e sono applausi a mani infuocate.

Senza fermarsi racconta di quella bellissima attrice arrivata al culmine del successo, idolatrata da tutti che cade, si droga e nessuna le dà una chance. Lui va a trovarla nel suo microappartamento che sembra un romitorio, per due anni prima della sua morte. E’ Laura Antonelli, il teatro scroscia di consensi. E lui la canta, ora che è morta, quella canzone scritta per lei, che non aveva voluto ascoltare per paura. Laura.

Arriva l’incendio nella giungla, tutti scappano dal fuoco e da fumo. Il leone si accorge che un colibrì, invece, va proprio verso l’inferno. “Ma dove vai, corri dall’altra parte”. “Vado al lago a prendere dell’acqua per spegnere il fuoco”.

Ma dai – il leone  come ad un bambino molto ingenuo – come speri di farlo?”

Il colibri non si scompone e volando in direzione del fuoco, risponde:  “Io faccio la mia parte”.

E arriva Magazzino, il pubblico lo sapeva che avrebbe cantato anche questa terribile canzone. Che racconta dei 350mila italiani costretti a sfollare in Italia dalla penisola d’Istria, ceduta alla Iugoslavia di Tito, quale rimborso per aver perso la guerra. Era 1947.

Vennero accolti malissimo, i loro mobili giacciono nel Magazzino. Si sono dovuti spargere dappertutto, accolti come non italiani.

Tra questi c’era un ragazzino di 14 anni, che da grande avrebbe composto, a detta di Ennio Morricone, una delle più belle canzoni d’amore : Io che amo solo te di Sergio Endrigo.

Cristicchi chiede che sia il pubblico a cantarla insieme alla sua band, lui darà solo gli attacchi.

Sale un grande coro emozionato, cantano tutti, l’effetto è intonatissimo:

C’e’ gente che ha avuto mille cose / tutto il bene tutto il male del mondo io ho avuto solo te /e non ti perderò/ e non ti lascerò/ per cercare nuove avventure…

Si esce un po’ allegri e un po’ tristi, come sempre con Simone  Cristicchi.

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