✍ I Racconti – I giovani sono anche così, la storia di Caterina Antonelli

I giovani sono anche così, la storia di Caterina Antonelli
Caterina Antonelli

I giovani sono anche così, la storia di Caterina Antonelli

Stella Carnevali

di Stella Carnevali
Caterina Antonelli, vent’anni, perugina, la sua cifra si chiama Passione grazie allo strumento che la colloca nella dimensione della “scala degli angeli” di Giacobbe.

Che poi sia tenace, decisamente bella, e che quando canta occupi la scena come un’attrice consumata, beh, tutto questo potrà aiutarla, ma il suo motore resta la Musica.

Questo il suo racconto.

“Vivo al centro di Perugia. A sei anni mi incantavo ogni giorno ad ascoltare le melodie classiche suonate al pianoforte dal mio vicino di casa.

Finché non chiesi alla mia famiglia di prendere lezioni. Così per 14 anni insieme alla scuola fino al liceo classico.

Avevo già scoperto come sensazione che la musica mi trasportava in un’altra dimensione dove stavo bene, dove non desideravo essere altrove.

Ma solo anni dopo ho scoperto il secondo strumento dopo il pianoforte. Quello con cui sono nata: la voce. Scoprire di poterlo usare per fare musica è stato un dono perfetto, il più grande che abbia ricevuto.

Così da due anni vado anche a lezione al Totti Vocal Studio di Roma per migliorare la mia voce.

Ho un insegnante, Alfredo Tosti, che, definirlo così è proprio riduttivo. E’ un vero coach che si prende cura del mio apprendimento tecnico insieme a tutto quello che c’è in me: di caratteriale, ansioso, consapevole, di fiducia, di autostima”.

Dopo tanto Bach,  Beethoven , Chopin e  non solo, di recente hai partecipato a due concorsi. Al primo, “Cuore in musica” sei arrivata in finale con una cover di Alicia Keys: If l ain’tgotyouche hai cantato anche nel secondo:  “Funny Festival Campagnano” in provincia di Roma, dove sei arrivata terza. Mentre hai inciso per la tua pagina di Youtube, Ashes – Céline Dion (Cover by:Caterina.

Sono tutti brani molto impegnativi sotto il profilo della estensione vocale, dell’interpretazione e del testo.

“Sono attratta dall’interpretazione di brani che potrebbero essere definiti come un insieme del Pop-nobile con il blues e il soul, ma più soul che blues”:

Frequenti anche il primo anno di Giurisprudenza, come ti trovi con i tuoi coetanei?

 “Sono molto impegnata e sostengo uno sforzo notevole per tenere tutto in equilibrio, anche una vita privata, ma ne sono ampiamente ripagata dalla musica. Certo quelli che tra i miei coetanei si dedicano solo allo studio universitario, hanno una vita diversa. Simile alla mia è quello di chi parallelamente allo studio, per esempio, pratica lo sport con passione”.

Ho le idee chiare: Mi alzo ogni mattino con l’obiettivo di vivere di musica, di diventare cantante e di vivere di questo. Perché nessuno degli studi che ho affrontato, mi fa sentire bene come nella musica. Mi condiziona l’umore nel bene e nel male. Ma la felicità l’ho conosciuta solo nella musica”.

Intanto studi anche Giurisprudenza con profitto.

“Tengo i piedi per terra, potrei non riuscire a realizzare il mio sogno. In tal caso mi dedicherò ad una professione per la quale mi sono già data gli strumenti necessari per esercitarla”.

Se pensi ad un brano musicale, qualè il primo che si presenta?

La Fantasie Impromptu di Chopin percorre i miei pensieri”.

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