Associazioni e tifosi chiedono tutela e restauro delle opere
Le associazioni culturali e i gruppi della Curva Est dello stadio Liberati hanno inoltrato una segnalazione formale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, chiedendo un intervento immediato per preservare i murales cileni realizzati nel 1975 da giovani esuli. La sollecitazione giunge a pochi giorni dalle indiscrezioni sulla possibile rimozione delle opere, considerate da molti un patrimonio di memoria collettiva.
Il nucleo della richiesta riguarda i quattro murales storici dipinti dai rifugiati politici fuggiti dal golpe di Pinochet, che trovarono accoglienza a Terni. Le pareti della curva est e sud dello stadio raccontano infatti la vicenda umana e politica di quella comunità, che volle lasciare un segno tangibile di solidarietà e fratellanza. Per le associazioni firmatarie si tratta di testimonianze non solo artistiche, ma soprattutto civili, che rappresentano una parte viva dell’identità cittadina.
Negli anni le opere hanno subito danneggiamenti e deterioramenti dovuti a condizioni atmosferiche e a un precedente intervento comunale giudicato non rispettoso dell’originale. Le crepe, le sbiaditure e i segni del tempo hanno intaccato la resa cromatica, minacciando la leggibilità dei soggetti. Da qui l’appello a un intervento che possa garantire sia la tutela sia la corretta conservazione.
Il documento inviato alla Soprintendenza indica come priorità la valutazione dell’interesse culturale, la supervisione diretta nelle eventuali operazioni di restauro o ricollocazione, la scelta di spazi adeguati dove collocare le opere e la realizzazione di una documentazione scientifica che ne certifichi storia e valore. L’obiettivo, sottolineano i promotori, è evitare che il futuro spostamento comporti una perdita irreversibile.
Gli estensori della segnalazione, tra cui ARCI Terni, Il Pettirosso APS, Sentieri Partigiani, ANPI, CGIL, ASD Gramsci Terni e i gruppi della Curva Est “Vecchio Stampo” e “Brigata Gagarin”, ribadiscono che non si tratta di semplici decorazioni murarie, ma di un lascito degli esuli cileni alla città che li aveva accolti. La loro eventuale rimozione senza adeguate garanzie di tutela rappresenterebbe un impoverimento culturale e civile di rilievo.
Per la città di Terni, i murales del “Liberati” sono diventati un riferimento identitario che lega sport, memoria e storia contemporanea. In un’epoca in cui il tema della conservazione del patrimonio assume sempre maggiore rilevanza, la vicenda riporta al centro il dibattito sul rapporto tra arte popolare, spazi pubblici e istituzioni preposte alla protezione.
La Soprintendenza è ora chiamata a pronunciarsi: il futuro delle opere dipinte cinquant’anni fa dipenderà dalla capacità delle istituzioni di rispondere con celerità e sensibilità. Intanto, la mobilitazione delle associazioni e dei tifosi evidenzia la volontà di difendere un bene percepito come parte integrante del tessuto cittadino e della sua memoria condivisa.

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