Leggere per ballare al Morlacchi con Il Piccolo Principe dal romanzo di Antoine de Saint

 Leggere per ballare al Morlacchi con Il Piccolo Principe dal romanzo di Antoine de Saint

 Leggere per ballare al Morlacchi con Il Piccolo Principe dal romanzo di Antoine de Saint

da Francesca Cecchini
Sarà il teatro Morlacchi di Perugia a ospitare martedì 26 febbraio (ore 10.00 matinée per le scuole e ore 20.30 aperto al pubblico) il consueto appuntamento con Leggere per ballare, progetto speciale promosso da FNASD Federazione Nazionale Scuole di Danza e Fondazione Nazionale della danza con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca e di Agiscuola, e realizzato dall’associazione Laboratorio Danzidea Perugia e dal Comune di Perugia.

Per il 2019 la scelta è ricaduta su Il Piccolo Principe  liberamente tratto dal romanzo di Antoine de Saint – Exupéry, regia di Arturo Cannistrà (Fondazione Nazionale della Danza), musiche da autori vari curate da Alessandro Baldrati, scenografie di Cristina Scardovi e Michele Giovanazzi, narratore Enrico Vagnini, coreografie di Arturo Cannistrà e coreografe delle scuole associate a FNASD, protagonisti i danzatori delle sette associazioni che compongono il Laboratorio Danzidea (Apollon Scuola Danza, Centrodanza Spazio Performativo, Centro Danza F.Joannau, C.S.D.U. Centro Studi Danza Umbro, Progetto Danza, School of dancing Spring, Studio Danza Morlacchi).

Il Piccolo Principe – Un aereo, un bambino, un adulto. È dentro di noi un fanciullino che, quando la nostra età è tenera, confonde la sua voce con la nostra, quando noi cresciamo egli resta piccolo.

Egli è quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle, che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei. Egli scopre nelle cose le somiglianze e le relazioni più ingegnose, impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare. È il fanciullino pascoliano, trasfigurazione metaforica del poeta, è il Piccolo Principe dell’aviatore – narratore Antoine de Saint – Exupéry. Racconto metaforico autobiografico, il Piccolo Principe non è altro che l’alter ego del narratore, che si ritrova bambino ad affrontare un difficile percorso esistenziale dominato dalla solitudine e dalle difficoltà psicologiche inerenti alla morte prematura del padre ed in seguito a quella del fratello.

Questo piccolo bambino, che, già saggio, appare improvvisamente nel deserto del Sahara davanti al narratore in panne con il proprio aereo, proviene da una stella lontana in cui ha già conosciuto il male, come i semi dei baobab che, crescendo, stritolerebbero il suo pianeta, o il bene, come i 43 tramonti che può vedere ogni giorno, o la rosa, la splendida rosa, che ha “addomesticato”, di cui si sente responsabile e quindi unica per lui; essa infatti è diversa, per il suo cuore, da tutte quelle che ha incontrato sugli altri pianeti durante un percorso di conoscenza, in cui ha appreso l’inutilità e la vacuità di tante esistenze umane, come quella del re, dell’uomo d’affari, del vanitoso, del geografo, del lampionaio o dell’ubriacone: non ha importanza il possesso delle cose materiali, limitato nel tempo, come il potere e la ricchezza, a cui l’uomo tende quotidianamente, perché così facendo rimane sempre nella propria ignoranza.

La conoscenza avviene facendo parlare i cuori, avendo tempo per creare legami, come gli chiede la saggia volpe; è per questo che il Piccolo Principe, dopo la sua esperienza terrena, ritornerà dalla sua rosa, che lo aspetta e, facendosi mordere dall’amico serpente, ci ricorda sempre che non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

Leggere per ballare propone un lavoro in rete tra istituzioni educative: scuole di danza associate, scuole istituzionali e teatro. Ciascuna realtà utilizza competenze e linguaggi diversi, nel rispetto della propria autonomia didattica ed espressiva, e il punto d’incontro si ha nella fase conclusiva che si realizza a teatro. Le finalità sono: inserire lo spettacolo di danza nella programmazione scolastica, cioè creare partendo da giovanissimi, un’abitudine alla danza e, quindi, promuovere la formazione del pubblico; dare spazio accanto ed insieme alla didattica della parola, alla formazione dell’occhio, dell’udito e dello spazio, riconoscendo nell’emozione, legata al momento della visione dal “vivo”, un’esperienza fondamentale ed insostituibile per la crescita e lo sviluppo dell’individuo; inserire il linguaggio della danza come proposta formativa e culturale e valorizzare la funzione del teatro come luogo “necessario” di relazione, comunicazione e formazione.

Sarà possibile acquistare i biglietti per lo spettacolo al botteghino del Teatro Morlacchi a partire dalle ore 19.00 oppure chiamando il numero 347 3758545.

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