Dai dai, e alla fine il sindaco Andrea Romizi di Perugia si è incazzato

anche in campagna elettorale TUTTO HA UN LIMITE Una cosa è certa: questa ultima uscita del Pd testimonia una grande fragilità e il reale timore di perdere

Dai dai, e alla fine il sindaco Andrea Romizi di Perugia si è incazzato

Dai dai, e alla fine il sindaco Andrea Romizi di Perugia si è incazzato

da Andrea Romizi (Sindaco di Perugia)
… anche in campagna elettorale TUTTO HA UN LIMITE.

Non è mia abitudine polemizzare né rispondere alle provocazioni, ben consapevole quale sia il delicato ruolo cui siamo chiamati. Nel tempo ho imparato ad ascoltare critiche ed osservazioni, senza piccarmi: al contrario cercando di trarre da esse un utile stimolo per fare sempre meglio. Non mi sfugge neppure che ci troviamo nel mezzo di una importante campagna elettorale.
Tutto, però, ha un limite.

Anche in un dibattito dai toni accesi non bisognerebbe mai abdicare ad una irrinunciabile onestà intellettuale che dovrebbe aiutarci a tenere lo sguardo fisso sulla realtà, senza fantasie. Purtroppo c’è chi cede al “prurito” non rendendo un buon servizio né alla Città né alla propria parte politica.

Il PD cittadino per bocca del suo segretario imputerebbe a noi di non avere una visione.

  1. Noi che abbiamo fatto di Perugia, già “capitale della droga”, il cuore digitale d’Italia e dopo aver steso 100.000 km di fibra stiamo costruendo un ecosistema in grado di produrre innovazione e nuove imprese in una Regione ultima per tasso di crescita del pil.
  2. Noi che a Fontivegge sostituiamo degrado con intelligenza, facendone luogo della creatività giovanile e della tecnologia.
  3. Noi che stiamo ripristinando strade disastrate su cui negli anni veniva investito nulla e che stiamo sostituendo l’intero sistema di illuminazione pubblica – oltre 30.000 punti luce – con tecnologie a led e collegamento in rete per una gestione intelligente dell’intera città (smart city).
  4. Noi che stiamo ripensando il centro storico mettendo a sistema contenitori vuoti e in disuso, per farne attrattori in grado di rilanciare la tradizionale vocazione di luogo di aggregazione e incontro.
  5. Noi che siamo riusciti a far sbloccare progetti fermi da anni, come quello della cittadella giudiziaria all’ex carcere di Piazza Partigiani, che vedrà rigenerarsi un pezzo significativo di città oggi in abbandono.
  6. Noi che abbiamo avviato un piano di investimenti senza precedenti per l’edilizia scolastica perché la sicurezza dei figli è in cima ai nostri pensieri.
  7. Noi che per primi abbiamo avuto l’intuizione del freccia rossa a Perugia e abbiamo lavorato per questo obiettivo cercando di superare i distinguo politici e senza mai polemizzare pur di raggiungere l’importante risultato.
  8. Noi che siamo stati città modello in Italia per l’attuazione dell’Art bonus (tra le prime in Italia a livello quantitativo) e che stiamo recuperando l’orgoglio e la consapevolezza di una storia dimenticata.

Ma soprattutto..
Noi che faticosamente stiamo risanando un bilancio disastrato, con un disavanzo ereditato di oltre 35 milioni di euro: abbiamo ridotto la spesa corrente da 178 milioni di euro a 152 milioni di euro e l’indebitamento residuo del Comune da 133 milioni di euro a 102 milioni di euro; tutto ciò nonostante un taglio dei trasferimenti dello Stato del 46,6% (pari a oltre 15 milioni di euro) nei soli ultimi tre anni, a cui si aggiunge la mancata corresponsione del dovuto contributo sulla mobilità alternativa da parte della Regione Umbria per 2,5 milioni di euro.

Tutto questo lo stiamo facendo noi che non abbiamo la bacchetta magica ma una visione forse si.

Una cosa è certa: questa ultima uscita del Pd testimonia una grande fragilità e il reale timore di perdere.

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