Preapertura caccia alla tortora, Tracchegiani: “E’ sbagliato”

Preapertura caccia alla tortora, Tracchegiani: "E' sbagliato"

Preapertura caccia alla tortora, Tracchegiani: “E’ sbagliato”

Il presidente del Comitato 409 Aldo Tracchegiani non e’ per niente soddisfatto sulla gestione della caccia da parte della Regione Umbria. Tracchegiani punta il dito sulla decisione da parte dell’assessore regionale Roberto Morroni di organizzare una preapertura dedicata alla tortora.

E’ sbagliato decidere una preapertura -afferma- in quello che, per molti, è un giorno lavorativo come il sabato. Nonostante si possano abbattere cinque capi – spiega Tracchegiani – e’ chiaro che concentrando su una unica specie il tiro di tutti i partecipanti alla giornata, il numero dei capi abbattuti diviene considerevole.

La caccia – spiega il presidente di 409 – andrebbe aperta il giorno di domenica per tutte le specie ammesse. Tracchegiani punta il dito anche sulla app obbligatoria. Ritengo maniacale la fissazione di applicare la transizione digitale in tutti i settori e gli aspetti della vita umana – afferma Tracchegiani – questo trend rappresenta una persecuzione nei confronti dei cittadini, non solo molti cacciatori anziani non riescono a gestire la nuova tecnologia – dichiara – ma soprattutto, l’applicazione, legata al cellulare, funziona solo se c’è campo, e quasi sempre il cacciatore viene a trovarsi in luoghi dove non c’è connessione.

Tracchegiani e’ molto critico anche sulla gestione degli ATC. Siamo arrivati al punto – afferma – che gli ATC servono più ad assumere amici degli amici, applicando logiche clientelari, che a svolgere le funzioni specifiche, soprattutto il ripopolamento delle specie autoctone. Sono sicuro che, anche nel settore caccia – conclude – Tracchegiani- l’abolizione delle province abbia provocato dei disastri. La gestione del territorio da parte di una istituzione di prossimità come la provincia garantiva un’attenzione specifica alle esigenze del territorio.

Non risparmia una battuta finale il presidente del comitato 409, esprimendosi sull’ idea dei ministri Lollobrigida e Crosetto di inviare l’esercito contro i cinghiali. Basterebbe applicare la normativa vigente in materia, che prevede la caccia selettiva delle specie nocive, tutto si può migliorare – afferma – soprattutto la sinergia in questo settore tra agricoltori e cacciatori.

Capisco le ragioni della Coldiretti – definisce Tracchegiani – ma inviare l’esercito, composto da professionisti, con una formazione di alta qualità, per compiere il loro dovere, cioè difendere in armi gli interessi nazionali del paese e’ piuttosto ridicolo, e anche poco dignitoso per il nostro esercito. Se le regioni stato non riescono a svolgere nemmeno funzioni basilari, a cosa servono? Chiudiamole!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*