Agricoltori umbri di nuovo in strada: corteo da Lidarno a Bastia contro rincari, Mercosur e concorrenza sleale [Foto e video]

Agricoltori umbri di nuovo in strada: corteo da Lidarno a Bastia contro rincari, Mercosur e concorrenza sleale [Foto e video]

Il 19 gennaio nuova giornata di mobilitazione: “Situazione peggiorata, servono regole e trasparenza”

La protesta degli agricoltori umbri non si è fermata. Anche il 19 gennaio 2026 i trattori sono tornati in strada per una nuova giornata di mobilitazione organizzata dall’Associazione Difesa Agricoltori e Allevatori Italiani (DAAI), con partenza dal presidio permanente di Lidarno e arrivo a Bastia Umbra, passando per via Settevalli a Perugia.

Una manifestazione che ha ribadito le criticità già denunciate negli ultimi due anni: prezzi agricoli in caduta libera, costi di produzione in aumento, rincari per i cittadini e politiche europee considerate troppo permissive verso le importazioni extra‑UE.

Il nodo politico: “Accordi di libero scambio senza reciprocità”

Al centro della contestazione, spiegano gli agricoltori, ci sono gli accordi commerciali internazionali come il Mercosur, che secondo la DAAI mettono in ginocchio le aziende agricole europee.

A chiarirlo è Eugenio Giannoni, agricoltore perugino e membro dell’associazione, che ha rilasciato una lunga dichiarazione durante il corteo:

«Al centro della contestazione non c’è solo il Mercosur, ma tutti gli accordi di libero scambio che l’Europa ha deciso di fare con altri continenti senza condizioni di reciprocità. Parliamo di regole su pesticidi, concimi, norme sociali e diritti dei lavoratori: tutte cose che incidono pesantemente sui nostri costi di produzione e che invece non pesano sui produttori extraeuropei, che non rispettano queste regole. Così si crea una concorrenza sleale e drammatica».

Consumatori penalizzati: “Pagano di più per prodotti peggiori”

Giannoni ha poi sottolineato come la situazione non danneggi solo gli agricoltori, ma anche i cittadini:

«L’utente finale paga prodotti sempre più cari per una qualità che spesso è scadente. Non può sapere davvero dove è stata prodotta la materia prima, perché l’etichetta non garantisce una tracciabilità trasparente. È la cosa peggiore per un consumatore. E per noi agricoltori è deleterio: il nostro prodotto finisce per essere equiparato a quello di qualità pessima, con effetti devastanti per tutti».

Il tema sanitario: “OGM e pesticidi vietati in Europa, ma importati senza controlli”

Il problema, secondo Giannoni, è anche sanitario:

«In tutto il continente americano le coltivazioni sono OGM, che in Europa sono proibite. Usano pesticidi e principi attivi che da noi non sono neanche ammessi. I controlli? Solo campionari e su percentuali irrisorie: oltre il 90% non viene controllato. È una questione sanitaria enorme, ma chi controllerà davvero?».

Una protesta destinata a continuare: “Nulla è cambiato, anzi peggiora”

Gli agricoltori umbri non intendono fermarsi:

«La protesta continua perché in due anni non è cambiato nulla, né a livello nazionale né europeo. Anzi, la situazione sta peggiorando. I prezzi dei nostri prodotti sono sempre più bassi, mentre la concorrenza dei Paesi extra‑UE aumenta. Continueremo senz’altro e chiederemo l’appoggio dei cittadini: questa è una battaglia comune».

Una battaglia che riguarda tutti

La DAAI ribadisce che la protesta non è corporativa, ma riguarda l’intera società:

  • gli agricoltori non ricevono un prezzo equo,
  • i cittadini pagano di più,
  • la qualità del cibo si abbassa,
  • la trasparenza non è garantita,
  • la concorrenza sleale mina il futuro del settore.

La mobilitazione, assicurano gli organizzatori, proseguirà a oltranza.


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