Le associazioni aderenti al Patto di Comunità per l’Ecogiustizia nel SIN Terni-Papigno

Le associazioni aderenti al Patto di Comunità per l’Ecogiustizia nel SIN Terni-Papigno

Il piano collettivo siglato da undici realtà civiche a Terni

Terni, 5 luglio 2026 – Un’estesa alleanza composta da undici organizzazioni e comitati del territorio umbro ha indirizzato una lettera aperta formale alla cittadinanza per rivendicare un ruolo attivo nelle scelte strategiche che riguarderanno la riqualificazione ambientale del territorio locale, come riporta il comunicato di Ufficio Stampa Arci Terni. Questo coordinamento nasce in seguito a un importante dibattito svoltosi nel capoluogo in seno alla mobilitazione su scala nazionale denominata Ecogiustizia Subito, in nome del Popolo Inquinato. A farsi promotrici del messaggio sono sigle radicate nel tessuto civile come ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera contro le mafie. Accanto a esse, hanno scelto di aderire al medesimo percorso altre realtà territoriali molto attive, tra le quali si annoverano il Circolo Il Castello di Papigno, il Comitato SOS Verde Pubblico Terni, il gruppo Mi Rifiuto, l’associazione Pensare il Domani e Pro Natura Terni APS. I firmatari hanno sancito questa unione attraverso la sigla di un Patto di Comunità per l’Ecogiustizia, muovendo dalla ferma convinzione che la protezione dell’ecosistema, la salvaguardia della salute pubblica e la difesa dei diritti fondamentali non possano prescindere da un coinvolgimento diretto dei residenti nei processi decisionali.

La storia industriale e la perimetrazione del sito

L’area interessata dall’appello rappresenta un fulcro storico di eccezionale valore per la memoria industriale non soltanto della conca umbra, ma dell’intero Paese. Si tratta di un distretto che ha storicamente trainato l’espansione economica, occupazionale e sociale della città, ma che al contempo mostra i segni tangibili e le pesanti eredità ecologiche dovute a oltre un secolo di lavorazioni siderurgiche e chimiche ininterrotte. Tali attività hanno generato criticità ambientali complesse, le quali oggi rendono indispensabili e non più differibili interventi strutturati di caratterizzazione dei suoli, messa in sicurezza delle falde e bonifica profonda. Dal punto di vista normativo, il perimetro del SIN Terni-Papigno è stato ufficialmente inserito nel Programma nazionale delle bonifiche d’ufficio per effetto del Decreto Ministeriale numero 468 emanato nell’anno 2001. Successivamente, mediante il provvedimento ministeriale dell’8 luglio 2002, è stata tracciata una prima delimitazione dei confini, la quale è stata ulteriormente rimodulata e ampliata con il successivo decreto del 12 luglio 2004. Attualmente, l’intera area protetta si estende su una superficie complessiva stimata in circa 625 ettari, comprendendo al proprio interno stabilimenti industriali, aree destinate alla produzione ed elementi naturalistici di cruciale rilevanza per i piani di sviluppo urbanistico della città.

Secondo la visione espressa dalle undici associazioni all’interno della lettera aperta, le operazioni di risanamento ecologico non devono essere ridotte a un mero adempimento di natura burocratica o a una sequenza di interventi puramente ingegneristici. Al contrario, la bonifica integrale del comprensorio viene interpretata come un’opportunità straordinaria e irripetibile per delineare un nuovo paradigma economico basato sulla sostenibilità. Questo modello innovativo deve essere in grado di armonizzare il rispetto della salute umana con la creazione di occupazione di elevata qualità, valorizzando contemporaneamente l’archeologia industriale e la ricchezza naturalistica circostante. Per raggiungere un simile traguardo, la partecipazione attiva di residenti, imprese locali, forze sociali e istituzioni pubbliche deve configurarsi come un elemento cardine del procedimento amministrativo. Soltanto attraverso la condivisione delle scelte sarà infatti possibile tramutare le necessarie opere di bonifica in un volano concreto di emancipazione e rinascita economica per tutta la collettività.

Il monitoraggio civico e le richieste agli enti pubblici

Dalla firma del documento programmatico in avanti, le sigle coinvolte hanno mantenuto un coordinamento stabile, analizzando le tappe operative e interloquendo costantemente con i soggetti istituzionali firmatari degli accordi di programma, tra i quali figurano il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Umbria, l’amministrazione comunale e ARPA Umbria.
Pur attestando lo svolgimento di alcuni progressi negli ultimi tempi, la rete civica esige un’accelerazione decisa delle procedure in modo da imprimere una maggiore velocità, efficacia e trasparenza ai cantieri. A tal fine, i comitati si impegnano a rendere permanente e strutturato il tavolo di partecipazione per giungere a un piano organico dotato di un cronoprogramma accessibile al pubblico.
Le attività di sorveglianza popolare si concentreranno sulla verifica del rispetto dei tempi di attuazione, sul controllo dell’efficacia della spesa dei fondi pubblici erogati, sulla regolarità dei bandi di affidamento e sulla qualità dei piani di riconversione economica delle aree dimesse. Parallelamente, viene avanzata la richiesta agli organi competenti di realizzare una mappatura digitale georeferenziata e aggiornata in tempo reale per monitorare i progressi dei singoli lotti.
Si richiede inoltre la pubblicazione regolare e con cadenza annuale di dati epidemiologici chiari sulla salute dei residenti, oltre a un coinvolgimento permanente del Consiglio Comunale e delle commissioni dedicate affinché il dossier mantenga la massima centralità nell’agenda politica locale.

Le associazioni aderenti al Patto di Comunità per l’Ecogiustizia nel SIN Terni-Papigno

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