Duro confronto a Perugia su treni, Direttissima e ritardi
Melasecche critica la gestione regionale dei trasporti
Il dibattito sul futuro dei Trasporti Umbria si arricchisce di un nuovo capitolo politico. A intervenire è Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che punta il dito contro l’assessore regionale ai Trasporti Giuseppe De Rebotti dopo le polemiche legate alla soppressione di un collegamento ferroviario tra Roma e Terni.
Secondo Enrico Melasecche, la vicenda relativa al treno del pomeriggio in partenza dalla Capitale non dovrebbe essere trasformata in uno scontro istituzionale con il Governo nazionale. L’esponente della Lega sostiene infatti che si tratti di una questione tecnica interna all’organizzazione ferroviaria e che la responsabilità politica non possa essere attribuita al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per Enrico Melasecche, il confronto dovrebbe concentrarsi su temi strutturali e strategici che riguardano il sistema ferroviario regionale e il futuro della mobilità umbra.
Il nodo della Direttissima e dei nuovi convogli
Uno dei punti centrali dell’intervento di Enrico Melasecche riguarda l’accesso alla Direttissima ferroviaria. L’ex assessore regionale ricorda il percorso che ha portato all’acquisto dei nuovi treni destinati all’Umbria, convogli capaci di raggiungere velocità fino a 200 chilometri orari.
Secondo Enrico Melasecche, tali investimenti sono stati programmati sulla base di precise condizioni operative che avrebbero dovuto consentire ai nuovi mezzi di utilizzare la Direttissima. L’esponente della Lega esprime invece preoccupazione per alcune decisioni assunte dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, ritenute potenzialmente penalizzanti per il sistema regionale.
Nel suo intervento, Enrico Melasecche richiama più volte il ruolo dell’ART, sottolineando come l’Autorità sia indipendente rispetto al Governo e ricordando che la sua composizione risale a una nomina avvenuta durante l’esperienza dell’allora ministro Danilo Toninelli.
Le contestazioni sulla delibera dell’Autorità
Un altro passaggio evidenziato da Enrico Melasecche riguarda la disciplina transitoria prevista dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Il capogruppo della Lega ritiene che alcune disposizioni possano ridurre gli spazi di accesso alla Direttissima per i collegamenti regionali, favorendo invece operatori dell’alta velocità.
Enrico Melasecche sostiene inoltre che gli accordi già sottoscritti e gli investimenti effettuati dalle Regioni e dalle imprese ferroviarie non possano essere modificati attraverso criteri più restrittivi applicati successivamente.
L’esponente politico richiama anche il quadro normativo europeo, evidenziando come alcune delle nuove regole comunitarie prevedano una tempistica di applicazione differente rispetto a quella indicata nella delibera dell’Autorità.
L’appello a difendere gli interessi dell’Umbria
Nella parte conclusiva del suo intervento, Enrico Melasecche invita la Giunta regionale e l’assessore De Rebotti ad aprire un confronto diretto con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti per tutelare gli interessi dell’Umbria.
Secondo Enrico Melasecche, la priorità deve essere quella di evitare che la regione torni a una condizione di isolamento infrastrutturale dopo gli investimenti effettuati negli ultimi anni. Il capogruppo della Lega richiama i progetti realizzati durante la precedente legislatura, citando l’acquisto dei nuovi treni, gli interventi collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le opere ferroviarie avviate sul territorio.
Per Enrico Melasecche, la tutela di lavoratori, studenti e pendolari deve restare il principale obiettivo delle istituzioni. Da qui la richiesta rivolta alla maggioranza regionale di concentrarsi sul confronto con gli organismi competenti e sulle scelte strategiche che riguardano il sistema ferroviario umbro, evitando quello che definisce uno scaricabarile politico sulle responsabilità della gestione dei trasporti.

Sono d’accordo col Consigliere Regionale Enrico Melasecche quando dice che la priorità deve essere quella di evitare che la Regione venga a trovarsi in una condizione di “isolamento infrastrutturale”, come nei decenni scorsi. I trasporti sia su strada che su binari sono fondamentali per lo sviluppo, altrimenti c’è il rischio concreto della recessione, cioè di un regresso dell’attività economica (quella che anni fa veniva chiamata “decrescita felice”).