Uila Umbria, Marcaccioli segretario della categoria dell’agroalimentare

Uila Umbria, Marcaccioli segretario della categoria dell’agroalimentare

Acceso anche un focus sui 185 esuberi proclamati alla Nestlè

Perugia, 25 aprile 2026 – Daniele Marcaccioli è stato confermato alla guida della Uila Umbria. L’elezione è avvenuta ieri da parte del consiglio regionale, riunito a margine del congresso che si è svolto nella cornice dell’Oratorio di San Francesco, a Perugia. Al congresso erano presenti i segretari nazionali Uila Michele Tartaglione e Raffaella Sette, il segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari e sono intervenuti anche i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Legacoop e Afor. Per il Comune, c’è stato il saluto del consigliere comunale Cesare Carini. Presenti anche i rappresentanti di alcune aziende del settore: Acque minerali d’Italia, Barry Callebaut, De Matteis Natural Food, Colussi.

Il congresso ha offerto un quadro ampio e articolato della situazione del settore agricolo-alimentare-forestale, in un contesto internazionale che Marcaccioli ha definito “complesso e instabile”, segnato da guerre, tensioni geopolitiche, costi energetici in crescita e inflazione. In questo scenario, il sindacato rilancia la propria missione: lasciare un’impronta concreta attraverso azioni efficaci a tutela dei lavoratori.

Al centro del dibattito i lavoratori umbri del settore, molti dei quali stagionali, che affrontano ogni giorno condizioni di fragilità e precarietà. Sul fronte del caporalato, la proposta è di rafforzare gli strumenti di controllo ispettivo. Per favorire l’occupazione, la UILA propone di sviluppare la bilateralità, incontro domanda offerta di lavoro, un sistema di convenzioni e premialità per le imprese che fanno emergere nuove giornate di lavoro. La costituzione della Rete del lavoro agricolo di qualità presso Inps.

Centrale anche la riduzione dei contratti in somministrazione, che — nelle parole di Marcaccioli — “condannano i lavoratori al limbo della precarietà”. Sul fronte europeo, netta la contrarietà alla riduzione dei fondi PAC e all’accordo Mercosur senza reciprocità. Servono maggiori tutele per i lavoratori e il rispetto della condizionalità sociale, pena l’esclusione delle aziende inadempienti dai contributi PAC e PSR.

Ampio spazio anche alla forestazione, risorsa strategica per l’ambiente e l’economia umbra che necessita di più lavoratori, mezzi e risorse. Le proposte: valorizzazione turistica dei boschi, recupero della sentieristica,  week-end degli agriturismi aperti e l’invito alla Regione di portare la Grande Distribuzione Organizzata al tavolo verde. 

Sul tema delle aree interne, il “Progetto Appennino” punta al rilancio di attività agricole abbandonate o sottoutilizzate, valorizzando il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio. Proposta anche una cabina di regia interregionale, promossa dalla Regione Umbria, per condividere buone pratiche e coordinare investimenti per lo sviluppo dell’Appennino. Sull’intelligenza artificiale, la posizione è chiara: innovazione sì, ma con la persona sempre al centro, promuovendo equità, inclusione e redistribuzione della ricchezza.  Altrettanto centrali le questioni sociali: misure concrete per sostenere l’occupazione femminile, rafforzare la conciliazione vita-lavoro e intensificare le azioni di prevenzione per ridurre infortuni e morti sul lavoro.

Le conclusioni sono state affidate al segretario nazionale Michele Tartaglione, che ha ringraziato i delegati — “la vera forza dell’organizzazione, che si sacrificano ogni giorno per tutelare lavoratrici e lavoratori” — e ha lanciato un segnale forte sulle sfide che attendono il settore. Un pensiero immediato è andato alle 185 persone colpite dagli esuberi annunciati da Nestlé, definiti dal segretario non il frutto della digitalizzazione, ma di scelte finanziarie globali orientate alla riduzione dei costi: “Abbiamo già manifestato la nostra piena e forte contrarietà e saremo impegnati da subito per tutelare le persone impattate”. Tartaglione ha poi ribadito l’impegno UILA per i giovani — contrastando precarietà, part-time involontari e bassi salari — e per una sostenibilità che sappia tenere insieme occupazione, tutela ambientale e sviluppo digitale.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*