Lavoratori agroalimentare, la Uila scrive ai senatori umbri per tutele ai braccianti

 
Chiama o scrivi in redazione


Lavoratori agroalimentare, la Uila scrive ai senatori umbri per tutele ai braccianti

Il sindacato avanza proposte di emendamenti al Decreto Ristori

Sono 10mila gli operai agricoli in Umbria che a causa della crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria rischiano reddito e tutele previdenziali.

Alla loro tutela si rivolge l’attenzione della Unione Italiana dei Lavori Agroalimentare.

Anche in Umbria le ripercussioni sulla produzione agricola, dovute alla chiusura o riduzione di tutte le attività collegate al canale horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café), hanno e avranno ricadute pesanti sui lavoratori del settore agroalimentare. Per questo chiederemo a Governo e Parlamento di emendare il Decreto Ristori: a livello regionale, abbiamo provveduto a inviare ai senatori umbri gli emendamenti che la Uila ha preparato per tutelare i circa 10mila operai agricoli che operano in Umbria, e che, a causa della pandemia, oltre al reddito rischiano di vedere compromesse anche le tutele previdenziali”. È quanto rende noto il segretario generale del sindacato Uila Uil Umbria Daniele Marcaccioli.

Quattro sono i versanti su cui l’organizzazione sindacale chiede di intervenire: innanzitutto, il rifinanziamento della Cassa integrazione agricola per ulteriori 36 giorni da utilizzare entro il 31 gennaio 2021, al pari di quanto previsto per gli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga; la garanzia, poi, per gli operai agricoli a tempo determinato, in aggiunta agli effettivi giorni di lavoro prestati, di un numero di giornate utili al conseguimento delle stesse prestazioni assistenziali del 2019; la revisione strutturale dell’attuale normativa prevista in caso di calamità, estendendo la definizione a tutti gli eventi distruttivi per la produzione e l’occupazione e garantendo ai lavoratori il diritto di vedersi riconosciute un numero di giornate in aggiunta a quelle lavorate, pari a quelle lavorate nell’anno precedente all’evento calamitoso, stabilendo che sia il lavoratore, e non il datore di lavoro, a presentare domande; il riconoscimento, infine, della Naspi anche ai lavoratori a tempo indeterminato dipendenti da cooperative e consorzi nella legge 240/84 in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*