Umbria vara testo unico [Video] per cultura, intervista a Tommaso Bori

Riforma culturale trasforma l'Umbria in ecosistema creativo

Quellla di Bori in campo culturale si preannuncia una rivoluzione

Umbria vara testo unico – La Regione Umbria si prepara a varare un Testo unico per la cultura e l’impresa creativa, diventando la prima realtà italiana a introdurre un dispositivo legislativo organico in questo settore. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale alla Cultura, Tommaso Bori, in occasione della presentazione della stagione teatrale del Teatro Morlacchi di Perugia, ospitata nella residenza industriale di Brunello Cucinelli. Il nuovo strumento normativo mira a raccogliere e ordinare le disposizioni regionali in materia culturale, rendendo più chiaro ed efficace il quadro di riferimento per operatori pubblici e privati.

L’atto legislativo in fase di preparazione avrà come obiettivo principale quello di stabilire linee guida omogenee per l’intero comparto, promuovere una pianificazione triennale delle risorse, introdurre modalità di finanziamento più stabili e sostenere tanto le grandi istituzioni quanto le piccole realtà diffuse sul territorio. La Regione prevede di preadottare il testo durante l’estate, per poi avviare una fase di consultazione pubblica che coinvolgerà tutti gli operatori del settore nei vari territori.

Il progetto legislativo sarà costruito sulla base di una visione inclusiva e accessibile della cultura, che l’amministrazione regionale intende portare avanti come elemento identitario, ma anche come leva per lo sviluppo sociale ed economico. Secondo Bori, la cultura deve essere considerata non solo come un patrimonio da tutelare, ma come una risorsa attiva, capace di generare occupazione, attrarre investimenti e promuovere coesione.

In questa prospettiva si inserisce anche l’annuncio dell’introduzione dell’Art Bonus regionale, uno strumento volto a incentivare la partecipazione di privati e imprese al finanziamento di progetti culturali. Il modello segue l’esempio dell’Art Bonus nazionale, introdotto dal Ministero della Cultura nel 2016, che consente a mecenati e aziende di usufruire di un credito d’imposta pari al 65% delle somme donate per sostenere il patrimonio artistico e culturale.

Umbria vara testo unico

L’Art Bonus regionale si propone di rendere questo meccanismo ancora più efficace e vicino al territorio, offrendo ai soggetti pubblici e privati nuove opportunità di valorizzazione e recupero del patrimonio culturale locale. La Regione intende così favorire una maggiore diffusione del mecenatismo e attrarre nuove risorse, ampliando l’impatto positivo delle iniziative culturali sulle comunità umbre.

L’Umbria, regione da sempre legata alla dimensione spirituale e culturale, ha dimostrato negli ultimi anni una notevole capacità attrattiva. Durante i recenti ponti di primavera, il territorio si è classificato tra le prime cinque mete italiane più cercate, confermando la sua centralità nel panorama del turismo culturale nazionale. Un successo che si fonda sulla ricchezza di luoghi storici, musei, teatri e tradizioni artistiche, che il nuovo Testo unico punta a mettere a sistema.

Secondo il rapporto “Io sono cultura”, elaborato dalla Fondazione Symbola, il comparto culturale in Italia rappresenta una quota significativa dell’economia nazionale, generando ogni anno circa 270 miliardi di euro, pari al 15,8% del PIL. Le imprese culturali sono circa 280mila, con 1,5 milioni di occupati e 38mila organizzazioni no-profit attive. Un ecosistema complesso, che richiede strumenti normativi aggiornati e coerenti per poter esprimere tutto il suo potenziale.

Umbria vara testo unico

Proprio per questo la Regione Umbria intende rafforzare il proprio impegno istituzionale attraverso la nuova normativa, che sarà articolata in modo da comprendere l’intero spettro delle arti e dei luoghi culturali: dai teatri alle biblioteche, dalla musica ai musei, fino al settore delle imprese creative. L’obiettivo è costruire un quadro di riferimento chiaro, coordinato e capace di sostenere la progettualità degli operatori con risorse adeguate e stabili.

Uno degli elementi distintivi del progetto sarà la programmazione triennale, che dovrebbe sostituire la logica degli interventi annuali a breve termine. Questo approccio mira a dare maggiore continuità alle iniziative culturali, favorendo la pianificazione a lungo raggio e una distribuzione più equilibrata dei finanziamenti. Particolare attenzione sarà rivolta anche all’inclusione, sia sociale che architettonica, con interventi destinati a rendere i luoghi della cultura accessibili a tutte e tutti, comprese le persone con disabilità.

In parallelo, la Regione continuerà a sostenere le principali istituzioni culturali umbre, tra cui il Teatro Stabile dell’Umbria, e a valorizzare le tante realtà locali che animano il territorio con progetti di qualità. In Umbria si contano attualmente 19 teatri attivi, oltre a numerosi spazi indipendenti e iniziative artistiche diffuse, che rappresentano un patrimonio diffuso e dinamico.

Il successo registrato dall’Umbria nell’ambito del concorso nazionale Art Bonus 2025 conferma la vitalità del sistema culturale regionale. Il restauro del sipario storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto si è infatti classificato al primo posto nella categoria “Beni e luoghi della Cultura”, superando numerose altre candidature provenienti da tutta Italia. A questi risultati si aggiungono quelli del Comune di Bastia Umbra, che ha ottenuto l’undicesima posizione con il restauro dell’affresco “Mater Dolorosa”, e del Comune di Campello sul Clitunno, giunto tredicesimo grazie alla riqualificazione dell’Auditorium comunale.

Questi riconoscimenti testimoniano l’efficacia del modello umbro di gestione e promozione della cultura, che punta a coniugare tutela, accessibilità e innovazione. Il Testo unico e l’Art Bonus regionale rappresentano i prossimi passi in un percorso che vuole rafforzare l’identità culturale dell’Umbria e al tempo stesso generare nuove opportunità per le imprese, gli artisti e i cittadini.

L’iniziativa sarà completata attraverso un processo partecipato, che vedrà il coinvolgimento attivo degli operatori del settore, delle amministrazioni locali e delle comunità. Una volta approvata, la legge promette di diventare un modello per altre regioni italiane, contribuendo alla definizione di nuove politiche pubbliche per la cultura e la creatività.

L’Umbria si candida così a diventare un laboratorio nazionale di innovazione culturale, con l’obiettivo di rendere la cultura sempre più inclusiva, sostenibile e capace di costruire futuro.

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