Crollo della Produzione di Olio in Umbria nel 2023

a causa delle Condizioni Climatiche Estreme

Crollo della Produzione di Olio in Umbria nel 2023

Crollo della Produzione di Olio in Umbria nel 2023

Crollo della Produzione – Secondo Giulio Mannelli, presidente di Aprol Umbria e vicepresidente di Coldiretti Perugia, la produzione di olio in Umbria sta subendo una diminuzione di oltre il 50% nell’annata 2023, con punte ancora più elevate in alcune aree rispetto a un anno medio. Questo calo significativo è principalmente attribuibile a una “primavera estrema” che ha fortemente compromesso la prossima campagna olivicola.

Le condizioni climatiche avverse che hanno influenzato negativamente la stagione di produzione includono la siccità invernale, le gelate tardive e le persistenti piogge primaverili, che hanno causato problemi significativi durante la fase di allegagione delle olive.

Nonostante le sfide climatiche, Mannelli sottolinea che si prevede che la qualità dell’olio rimanga elevata. Tuttavia, il settore olivicolo non è l’unico colpito, poiché altri settori agricoli come la viticoltura, a causa della peronospora, e la produzione di cereali e foraggio stanno affrontando difficoltà simili.

Coldiretti ha richiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale e di adottare altre misure di sostegno per aiutare gli agricoltori ad affrontare le perdite subite.

In Umbria, ci sono circa 7,5 milioni di piante di olivo che coprono circa 30.000 ettari di terreno e producono in media circa 65.000 quintali di olio all’anno. L’Umbria è conosciuta per la sua Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) dell’olio extravergine di oliva, estesa a tutto il territorio regionale e suddivisa in cinque sottozone: Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e Colli Orvietani. La regione ospita anche circa 200 frantoi che consentono la frangitura immediata delle olive per preservarne la qualità.

Secondo il sito Frantoio Online, che ha pubblicato una tabella sulla produzione di olio di oliva nelle varie regioni italiane, la Puglia è la regione che produce più olio, con una media di 200.000 tonnellate all’anno, seguita da Calabria, Sicilia e Campania. Queste quattro regioni hanno un’incidenza nella produzione nazionale di oltre l’85% di tutto l’olio di oliva prodotto nel nostro paese. La rimanente produzione che ha una certa rilevanza se la dividono Toscana, Liguria, Umbria, Marche e Abruzzo. 

Il sito AgroNotizie ha invece pubblicato un articolo sulla resa in olio delle olive, cioè la percentuale di olio rispetto al peso delle drupe. Questa caratteristica dipende principalmente dalla cultivar, cioè dalla varietà di olivo coltivata. L’articolo elenca le cultivar più produttive, suddivise per regione. Tra le più alte ci sono l’Ogliarola (Puglia), la Carolea (Calabria), la Biancolilla (Sicilia) e la Ravece (Campania). 

Infine,  il sito Virgilio ha pubblicato una classifica dei migliori oli d’Italia regione per regione, basata sul progetto OlioE20 del Gambero Rosso. Secondo questa classifica, la Sicilia è la regione italiana che vanta il maggior numero di oli D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) e I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), seguita da Toscana, Puglia e Umbria. Spero di averti fornito una risposta esaustiva alla tua domanda. Se hai bisogno di ulteriori informazioni, puoi consultare i siti che ho citato o chiedermi altro. 

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